Quartieri dell'Arte 2021 parte dal borgo fantasma di Celleno
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CELLENO - La serata culmina (ore 21) con la prima assoluta di Lazzari felici – Storie di posteggi: dalle canzoni cinquecentesche a Pino Daniele, uno spaccato della Napoli contemporanea vista attraverso gli occhi dei posteggiatori di strada.

CELLENO – Nella piazza dedicata all’artista Enrico Castellani, che in questo luogo incantato ha trascorso gli ultimi anni della sua vita, si apre il festival internazionale di drammaturgia diretto da Gian Mar Cervo, da sempre attento alla relazione tra la grande e la piccola storia. In scena, l’anteprima dello spettacolo Memorie di un ciabattino (sabato 18 alle ore 19) dove si racconta la morte di Cesare dal punto di vista di un umile artigiano.

La serata culmina (ore 21) con la prima assoluta di Lazzari felici – Storie di posteggi: dalle canzoni cinquecentesche a Pino Daniele, uno spaccato della Napoli contemporanea vista attraverso gli occhi dei posteggiatori di strada. Sarà il primo allestimento di una serie legata ai personaggi e alle atmosfere caravaggesche, che attraverserà il cuore della rassegna, con un focus dedicato a Francesco Boneri, detto Cecco del Caravaggio. Anche domenica 19 settembre, saranno gli ultimi a salire sul palco, con uno spettacolo sull’esperienza della migrazione, tratto da Mare nero di Gianni Paris.

Quartieri dell’Arte, con questa XXV edizione, dà il via a un nuovo ciclo intitolato “Festival Città Rivoluzioni” e diventa partner associato del nuovo progetto europeo The Way of Heroes, dedicato alla sostenibilità ambientale e ai suoi eroi quotidiani.

18 e 19 Settembre |ore 19,00 | Piazza Enrico Castellani – Celleno ANTEPRIMA

MEMORIE DI UN CIABATTINO

di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo. Con Beatrice Fedi

Produzione Anonima Teatri

Questo spettacolo, liberamente ispirato al “Giulio Cesare” di William Shakespeare, racconta una storia mai raccontata, non pervenuta nei nostri libri di storia, ma accaduta all’interno di una storia più grande e più nota: la vicenda della morte di Giulio Cesare. Lo spettacolo ripercorre gli ultimi 3 giorni di vita di Caio Giulio Cesare, vista dalla prospettiva di un giovane ciabattino, anch’egli di nome Giulio, servo di Marco Giunio Bruto.

18 Settembre | ore 21.00 | Piazza Enrico Castellani- Celleno PRIMA ASSOLUTA

LAZZARI FELICI- STORIE DI POSTEGGIA

di Lorenzo Fodarella e Marco Vidino. Con Marco Vidino, Federico Vacalebre, Pasquale Scialo’, Aurora Giglio, Adolfo Tronco, Antonio Esposito, Cristian Vollaro, Piermacchiè, Mauro Squillante, Enzo della Volpe, Mario Compostella, Luca Delgado. E con la voce narrante di Lino Musella su testi scritti da Luca Delgado. Regia di Lorenzo Fodarella

Co-produzione del Festival con Arcie Movie Napoli & Marco Vidino

Lazzari felici è una storia di posteggiatori ambientata nella Napoli del nuovo secolo. Cos’è la posteggia napoletana? La canzone napoletana? E soprattutto quale è oggi il ruolo dei posteggiatori in una Napoli sempre più multiculturale. Uno spaccato contemporaneo sulla città di Napoli vista attraverso gli occhi dei post-posteggiatori che da secoli percorrono le strade della città, passando dalle canzoni che Caravaggio poteva udire per le strade della città alle composizioni di Pino Daniele e degli Almamegretta.

19 Settembre | ore 21.00 | Piazza Enrico Castellani- Celleno

MARE NERO

di Gianni Paris. Regia di Daniele Salvo. Con Andrea Avanzi e Riccardo Parravicini

Produzione NoveTeatro

Mare nero è un “viaggio della speranza”, su una “carretta del mare”. Un gruppo di uomini, donne e bambini africani investe i propri risparmi e li mette nelle mani di delinquenti che li caricano su una barchetta, abbandonandola nel Mediterraneo, approssimativamente diretta verso l’Italia. Se questo contenitore lo riconosciamo e addirittura ci annoia perché televisivamente inflazionato, che cosa ci sia dentro, invece, pensandoci bene, ci sfugge. Andrea Avanzi indaga su questo qualcosa con l’autore Gianni Paris e con l’attore Riccardo Parravicini.

INFO E PRENOTAZIONI:

ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com – www.quartieridellarte.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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