Quando tutto sarà passato guai a dimenticarsi di medici e infermieri
unnamed
CNA 800x120
NEWS ANALYSIS – Non è sufficiente chiamarli “eroi”adesso. In piena emergenza. Abbiamo l’obbligo di ricordarci di loro quando l’emergenza Covid-19 sarà passata.

NEWS ANALYSIS – Un certo giornalismo, una certa stampa, una certa tv, sempre alla ricerca del sensazionalismo, li chiama “eroi”. Questa definizione, seppur lusinghiera è tanto effimera, perché destinata a sparire una volta passata l’emergenza.

I medici e gli infermieri che stanno combattendo il mostro del Coronavirus sono persone normali che, purtroppo, sono costrette ad operare in una situazione eccezionale. Spesso mandati in prima linea senza le informazioni  e le dotazioni adeguate.

Molti di loro hanno pagato la loro professionalità con la vita.

Per questo il popolo italiano e, ancora di più i rappresentanti delle istituzioni, sono in debito con queste persone. Esiste un solo modo per onorare tale debito: non dimenticarsi di loro quando tutto sarà passato.

Quanto tempo passerà prima che qualche delinquente tornerà a devastare un pronto soccorso?

Quale sarà la presa di posizione dell’opinione pubblica?

E le istituzioni come reagiranno?

Ripeto. Facciamo tesoro di questi giorni difficile e, soprattutto, non dimentichiamoli.

 

 

 

 

800 Confartigianato
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
lafune_300 x 600
monastero interno
POST FB 02
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
Onda
domenicale post