Quando si vota: per la definizione delle provinciali si aspettano le elezioni a Tarquinia
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La data scaturisce da un calcolo molto semplice. Innanzitutto come si vota. Il voto alle provinciali è un voto di secondo livello, ovvero sono i consiglieri comunali e i sindaci dei Comuni della Tuscia ad eleggere il nuovo presidente e i nuovi consiglieri provinciali.

Provinciali: al voto non prima del 30 luglio, ma dipende da come andranno le elezioni a Tarquinia. La data scaturisce da un calcolo molto semplice. Innanzitutto come si vota. Il voto alle provinciali è un voto di secondo livello, ovvero sono i consiglieri comunali e i sindaci dei Comuni della Tuscia ad eleggere il nuovo presidente e i nuovi consiglieri provinciali.

Per fare questo bisogna aspettare che si concluda la tornata elettorale del 11 giugno, che potrebbe chiudersi non prima del 25 quando in tutta Italia sono previsti i ballottaggi per i Comuni sopra i 15mila abitanti nei quali nessuna lista, al primo turno, ha ottenuto il 50%+1 dei voti. Una situazione che potrebbe verificarsi a Tarquinia dove si va al voto con 6 candidati sindaco, con il centrosinistra spaccato e con un Movimento 5 Stelle e un centrodestra che pensano di poter impensierire l’attuale coalizione di governo della città. Se così fosse e se si arrivasse al ballottaggio, dunque non sarebbe possibile iniziare a comporre il corpo elettorale prima del 25 giugno.

Per legge servono circa 35 giorni per farlo e dunque ecco che la data di domenica 30 luglio diventa la prima utile, con una grande incognita affluenza.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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