Quando iniziò la storia di 'FioredelCielo'. Ritorno al passato
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Correva l'anno 2009 e la Macchina disegnata da Arturo Vittori prendeva forma in un capannone sulla Tuscanese. Quello di oggi è il sesto e ultimo assemblaggio, per questo vi riproponiamo un tuffo nel passato.

17 luglio 2009, la storia di ‘FioredelCielo’ inizia pressapoco in questa data. Almeno questo è il giorno del primo comunicato ufficiale, da Palazzo dei Priori, che parla della Macchina in costruzione. Nel giorno del sesto e ultimo assemblaggio abbiamo deciso di salutare questa giornata con un tuffo nel passato, riproponendo ai lettori de La Fune la prima comunicazione che ha varato la storia della “creatura” di Arturo Vittori.

 

IL COMUNICATO ORIGINALE

FIORE DEL CIELO, SULLA TUSCANESE LA COSTRUZIONE DELLA NUOVA MACCHINA

Il 2 agosto all’alba la prova della struttura portante da parte dei facchini di Santa Rosa. Entro la metà di agosto, l’assemblaggio a San Sisto.

Sta prendendo forma Fiore del Cielo. Questa mattina, sulla Tuscanese, all’interno del capannone dove da lunedì si sta lavorando alla realizzazione della nuova Macchina di Santa Rosa, il punto della situazione sui tempi previsti per l’ultimazione del nuovo “campanile che cammina”. Per l’occasione, sono intervenuti, oltre agli assessori Purchiaroni, Bartoletti ed Arena, l’ideatore Arturo Vittori e il co-ideatore Andreas Vogler, insieme al loro staff, Loris Granziera titolare della ditta costruttrice G. Engineering di Udine, il presidente del sodalizio Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi ed Ezio Rocchetti, proprietario della struttura che ospita i lavori. La costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa è entrata nel vivo: proprio questa mattina, nel corso dell’incontro tra addetti ai lavori, autorità e stampa, hanno fatto il loro ingresso tre dei nove angeli provenienti da Roma che andranno ad abbellire la macchina. Sul posto anche le undici sezioni in acciaio realizzate ad Udine che supporteranno le componenti artistiche. In arrivo invece nei prossimi giorni dalla Svizzera i tre leoni che verranno collocati sulla base della macchina.

“Fiore del Cielo è una macchina indubbiamente internazionale se guardiamo anche le parti che andranno a comporla – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Fabrizio Purchiaroni – ma il cuore che batte all’interno della macchina è viterbese a tutti gli effetti”. Sono infatti numerose le realtà locali che collaborano e contribuiscono alla realizzazione della nuova macchina: di queste fanno parte la PLP (Lupattelli e Proietti), la ditta Mastro (Mancinelli), Studio 2 (Bertini), Colore Amico, Giampaolo Andreoli, Michele Arena, Autotrasporti Tuscia, Edilnolo (Fiorillo & Guerrini), e, anche per Fiore del Cielo, Mauro Cappelloni, impegnato nella fase di montaggio e Franco Piergentili in quella dell’impianto elettrico. “La sera del trasporto della macchina di Santa Rosa – ha detto Giovanni Bartoletti, assessore al Marketing territoriale – è il momento in cui Viterbo esce fuori dai suoi confini territoriali in tutto il suo splendore. Tutto il mondo ha gli occhi puntati sulla città, sulla sua festa e sullo spettacolo che una tradizione ultrasecolare è in grado di regalare ai suoi cittadini. Fiore del Cielo, ne sono certo, contribuirà con la sua bellezza a promuovere e a far apprezzare Viterbo in Italia e nel mondo”. Nei prossimi giorni saranno diversi gli appuntamenti che vedranno protagonista la nuova macchina, ma anche chi la porta sopra le proprie spalle. Anche per Fiore del Cielo, come per tutte le altre macchine precedenti, nell’anno del debutto, ci sarà la prova di portata del traliccio, circa un mese prima del trasporto. L’appuntamento è già stato fissato: il 2 agosto alle 6.

“In quell’occasione – ha spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Arena – i facchini trasporteranno un “muletto”, una seconda struttura portante sostitutiva di eguale peso e dimensioni. Il tutto per permettere agli addetti ai lavori di continuare a operare sulla struttura che sosterrà Fiore del Cielo, senza perdere del tempo prezioso in questa fase così delicata della costruzione, e allo stesso tempo, evitare eventuali danni che potrebbe subire il traliccio durante la prova”. La costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa è entrata nel vivo: la prossima settimana si procederà ad assemblare le undici sezioni della Macchina per controllare che non abbiano riportato danni durante il viaggio da Udine a Viterbo, successivamente si passerà al montaggio del rivestimento. Entro la metà di agosto, San Sisto saluterà per la prima volta Fiore del Cielo.

L’Ufficio stampa

Alessandra Corsi

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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