Quando i Campanari portarono gli etruschi da Tuscania all'Europa
reperti etruschi
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WEEKEND / STORIE - Il Times datato 26 gennaio mette in pagina la notizia del grande successo di visite. Tutti a Londra iniziavano a parlare di questo misterioso popolo vissuto nel cuore del Mediterraneo.

WEEKEND/ STORIE – Correva l’anno 1837, per i più precisi era anche il mese di gennaio. Al 121 di Pall Mall, in pieno West End londinese, Vittorio Campanari e i suoi figli aprono al pubblico un’incredibile mostra sugli etruschi.

Il Times datato 26 gennaio mette in pagina la notizia del grande successo di visite. Tutti a Londra iniziavano a parlare di questo misterioso popolo vissuto nel cuore del Mediterraneo.

Vittorio Campanari era sceso nella Tuscia, per l’esattezza a Tuscania, dalle Marche. Qui era rimasto folgorato dalla bellezza dei reperti etruschi e aveva iniziato, intuendo il grande business, a interessarsi all’argomento. I suoi tre figli lo seguono e così si arriva all’avventura londinese.

L’idea è geniale e, molto probabilmente, lo sarebbe ancora oggi. Ricostruiscono una necropoli appena scoperta. Mettono tutto: sarcofagi, pitture e corredi. Curano i dettagli. La fanno visitare al buio, grazie alla flebile luce di torce consegnate all’ingresso.

Stupiscono e spopolano. I visitatori arrivano a frotte, per emozionarsi davanti a quelle meraviglie emergenti dall’oscurità. Dopo poco in tanti curiosi benestanti, sul richiamo della mostra dei Campanari, iniziano a recarsi in Italia alla ricerca degli incredibili luoghi lasciati al mondo dagli etruschi.

A migliaia arrivano nell’Italia Centrale per visitare o cercare di riportare alla luce le necropoli. Così il popolo etrusco entrò davvero nell’immaginario collettivo internazionale.

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