Quando Hitler passò la notte ad Acquapendente
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STORIE - Anno 1938, quello delle infami leggi razziali. E' una notte dei primi di maggio, nella camera più bella del glorioso Hotel Milano ad Acquapendente la luce è ancora accesa a notte fonda.

STORIE – Anno 1938, quello delle infami leggi razziali. E’ una notte dei primi di maggio, nella camera più bella del glorioso Hotel Milano ad Acquapendente la luce è ancora accesa a notte fonda.

In tarda serata, intorno alle 22 una Mercedes nera si era fermata davanti all’ingresso dell’edificio. Pochi istanti dopo è un fragoroso “Heil Hitler” a riecheggiare nell’aria tiepida. A scendere da quell’auto è l’uomo che sta facendo parlare di sé il mondo: il fuhrer tedesco Adolf Hitler. Alle tre di mattino da quella camera venne ordinata una limonata calda, con molto zucchero. Poi la Mercedes nera venne rimessa in moto e l’uomo che avrebbe scaraventato nel disastro il mondo, appena l’anno dopo, partì alla volta di Firenze. 

Hitler in quei giorni si trovava a Firenze, dove il 9 maggio venne accolto con tutti gli onori e si affacciò alla folla insieme al duce del fascismo Benito Mussolini da Palazzo della Signoria. Il suo staff aveva ritenuto opportuno tenere lontana da Firenze l’amante del fuhrer Eva von Braun e aveva scelto per lei la bella stanza, vista giardino, del prestigioso Hotel Milano di Acquapendente. Hitler così trascorse una notte ad Acquapendente per stare insieme alla sua amante, in grande segreto e lontano da occhi indiscreti.

Acquapendente era funzionale perché posizionata sulla Cassia e nel 1938 le reti di collegamento viario italiano erano molto diverse da come le conosciamo oggi e non esisteva l’autostrada del Sole, inaugurata negli anni Sessanta. L’Hotel Milano, posizionato sulla Cassia, vece grandi fortune e ospitò tantissimi personaggi e personalità fino a che non venne aperta l’autostrada e tutto cambiò. 

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