Quando gli etruschi dell'Est Europa portarono a Viterbo migliaia di curiosi
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STORIE - 'Il mondo degli Etruschi', questo il nome scelto per l'esposizione a Palazzo Papale. Fu un successo strepitoso. Pagine culturali dei principali quotidiani nazionali raccontarono l'evento e venne anche "mamma Rai" che mandò in onda diversi servizi.

STORIE – C’era ancora il blocco sovietico, anche se da lì a poco si sarebbe sgretolato. Era invece già venuto giù il muro di Berlino, da pochissimo. Era il 1990 e a Viterbo arrivano 1200 interessantissimi reperti – originari dell’Alto Lazio, Umbria, bassa Toscana – custoditi nei musei dell’Est Europa.

‘Il mondo degli Etruschi’, questo il nome scelto per l’esposizione a Palazzo Papale. Fu un successo strepitoso.

Pagine culturali dei principali quotidiani nazionali raccontarono l’evento e venne anche “mamma Rai” che mandò in onda diversi servizi.

Chi ha vissuto quegli anni, ricorda: “C’era una fila lunghissima fino al ponte del duomo. Fu un’idea geniale”. 

 

Giornali locali dell’epoca scrivono: “A colazione, da Schenardi, non si è commentato d’altro per almeno un mese. Tra colleghi di lavoro e amici il cappuccino delle ore dieci era dedicato agli Etruschi venuti dall’Est”.

La bellezza e la capacità attrattiva della mostra aveva a che fare con la “cortina di ferro”. Per la prima volta infatti a Viterbo tornarono godibili tesori rimasti inaccessibili ai più per la divisione del mondo in blocchi. Fu come riportare alla luce una grande bellezza.

Tra i reperti di maggior rilievo della mostra la Tomba del guerriero di Tarquinia

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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