
RONCIGLIONE – “Quando beve diventa una belva”. Lo hanno detto ieri davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo entrambe le ex fidanzate del pugile romano 31enne accusato dell’omicidio volontario della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri che avrebbe gettato dalle scale al culmine di una lite, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.
La prima ad essere ascoltata dal pubblico ministero Franco Pacifici è stata una trentenne romana con cui l’imputato avrebbe avuto una breve relazione durata quattro mesi nel 2011. “Una brava persona, ma quando beveva mi metteva le mani addosso. Non l’ho denunciato perché ero innamorata e per paura di ripercussioni”, ha detto la trentenne.
La seconda ad essere ascoltata è stata una 31enne d’origine sudamericana ma italiana a tutti gli effetti, che ha riferito di essere stata fidanzata con Andrea, quattro anni, dal 2006 fino al 2010.
Anche lei racconta di violenze subite da Landolfi ubriaco: “ “Non l’ho denunciato perché la mamma e le zie sono venute a piangere a casa dei miei genitori, supplicandoci di non farlo”.


















