Quando avete letto Lazza avete sobbalzato. Ma il Viterbo Music Festival cala l’asso con i Tiromancino
Tiromancino
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Dal 2 al 6 settembre, la città si trasforma in un palco a cielo aperto: concerti gratuiti, DJ set e grandi nomi per celebrare Santa Rosa tra tradizione e futuro.

VITERBO – Ammettetelo: quando avete letto che Lazza arriverà alla Fiera di Viterbo il 5 settembre, un mezzo sobbalzo l’avete fatto. E ci sta: San Siro sold out, dischi a raffica, una carriera in ascesa verticale. Ma il Viterbo Music Festival ha deciso di giocare su più fronti e lo fa con classe: il 2 settembre, a Pratogiardino, arrivano anche i Tiromancino. Sì, proprio quelli de “La descrizione di un attimo”.

Il giorno dopo, 3 settembre, si cambia completamente registro con il Samsara Tour, per far ballare Viterbo fino a tardi. E siccome le notti d’estate non finiscono mai davvero, dopo entrambi i concerti ci si sposta sotto la console del DJ Set Big Family.

Due serate gratuite, volute dal Comune di Viterbo all’interno delle celebrazioni per Santa Rosa, in un anno già importante per la città per via del Giubileo. Per la sindaca Chiara Frontini è “un’opportunità per raccontare una Viterbo che guarda avanti, che non si limita a celebrare la tradizione ma la rielabora con eventi capaci di parlare a tutti”.

Il festival, partito già tra giugno e luglio, è frutto dell’iniziativa di un gruppo di imprenditori locali, con la collaborazione dell’assessora Katia Scardozzi e la direzione artistica di Mattia Marcucci e Francesco Schirripa. Un lavoro di squadra che ha messo insieme visione, creatività e anche un bel po’ di coraggio.

E poi c’è il gran finale: 6 settembre, sempre alla Fiera, con il Super Nostalgica Party, firmato Sohnora e Dino Brown, per chi ha nostalgia delle hit di ieri. Gli eventi del 5 e 6 settembre sono a pagamento, ma il mood rimane lo stesso.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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