Quando a Caprarola il presidente Einaudi fece nascere il governo Pella, senza passare dalle consultazioni
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Consultazioni per fare il nuovo governo? Nel 1953 il presidente Luigi Einaudi fece qualcosa di diverso e tutto avvenne a Caprarola, nella residenza estiva di Palazzo Farnese.

Consultazioni per fare il nuovo governo? Nel 1953 il presidente Luigi Einaudi fece qualcosa di diverso e tutto avvenne a Caprarola, nella residenza estiva di Palazzo Farnese.

Stiamo vivendo, proprio in questi giorni, la delicata fase di gestazione di un nuovo governo per l’Italia. Il presidente Sergio Mattarella sta ascoltando i partiti, per capire a quale leader conferire l’incarico di formare il governo. Ma la pratica delle consultazioni non venne utilizzata, unico caso nella storia repubblicana, nell’estate ’53 da Luigi Einaudi. E’ questa la storia domenicale che abbiamo scelto per i lettori de La Fune.

“La Costituzione non parla di consultazioni: si affida al criterio del capo dello Stato. E il mio criterio mi dice che in questo momento quello che è necessario è un governo”. Queste le parole di Einaudi nel giorno di Ferragosto del 1953. Le pronunciò nella casina del Vignola di Palazzo Farnese a Caprarola. Luogo dove si consumò un fatto particolare: alle nove di sera il presidente della Repubblica presentò a due giornalisti e a un fotografo l’onorevole Giuseppe Pella.

“Ecco l’uomo al quale ho appena affidato l’incarico di formare il nuovo governo”, disse. Così a Caprarola nacque il governo Pella, senza passare per le consultazioni.

Quando i giornalisti chiesero perché non volle rispettare il rito delle consultazioni Einaudi rispose: “Perché la Costituzione non le prevede affatto”. Da allora nessun presidente ha mai saltato il rito delle consultazioni. Anche se aveva ragione Einaudi. Forse avendo memoria dell’infelice sorte del governo Pella, durato molto poco.

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