Qualità ed eccellenze del territorio viterbese, arriva "Di Tuscia un po'"
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Proposte culturali, convegni, mostre fotografiche, musica, serate danzanti.Questo e molto altro sarà l’ottava edizione del "Di Tuscia Un Po"’, la mostra mercato dei prodotti tipici di qualità del territorio che si svolgerà a Bolsena dal 23 al 26 agosto.

Proposte culturali, convegni, mostre fotografiche, musica, serate danzanti.Questo e molto altro sarà l’ottava edizione del “Di Tuscia Un Po”’, la mostra mercato dei prodotti tipici di qualità del territorio che si svolgerà a Bolsena dal 23 al 26 agosto.

L’evento, ormai consacrato a livello provinciale e regionale, sarà patrocinato dal Comune di Bolsena e sostenuto da Banca Tema e Lago Vivo.

La ridente cittadina che si affaccia sull’omonimo lago, ospiterà la kermesse dedicata alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della cultura popolare; i borghi e le piazze del centro storico renderanno protagonisti i prodotti del territorio, non solo vitivinicoli e alimentari, ma anche artigianali, nei quattro giorni dedicati alle eccellenze agroalimentari e artigianali locali.

Protagonisti saranno i vini delle più importanti etichette locali, che verranno degustati tramite tracolle e calici presso le antiche cantine situate lungo Corso della Repubblica e lungo Corso Cavour.

O anche lo street food, il più importante della provincia, che proporrà assaggi delle prelibatezze della Tuscia come il pesce di lago, i salumi, i formaggi, gli ortaggi, i legumi e i dolci grazie ai bar, ai ristoranti, alle aziende agricole, ai laboratori alimentari e agli stand presenti sul percorso.

La manifestazione, una delle più importanti della città di Bolsena, registra ogni anno migliaia di visitatori italiani e stranieri e crea un indotto economico consistente per le imprese della città.

Ma il programma proposto dalla fiera sarà ricco anche di eventi culturali con visite guidate presso cooperative e aziende, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e concerti…

Tanta cultura e musica dal vivo, e proprio come recita lo slogan, saranno quattro giorni all’insegna del buon vivere e del viaggiare nella Tuscia.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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