QdA scalda i motori a Vitorchiano: domenica arriva La Fura dels Baus
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Dopo il successo della serata di anteprima di ieri (che sarà ripetuta questa sera) a Vitorchiano con il Moai Project e la riscoperta del Complesso di Sant’Agnese riconsegnato alla comunità locale dopo anni, arriva domenica La Fura dels Baus.

Ieri Quartieri dell’Arte ha scaldato i motori a Vitorchiano prima della grande serata con La Fura dels Baus. Il Festival fondato e diretto da Gian Maria Cervo festeggia quest’anno la ventesima edizione, e lo fa in grande con un programma ancor più denso di appuntamenti e con dei nomi internazionali quasi incredibili per queste latitudini. Quasi, perché QdA da anni ha abituato la provincia di Viterbo a grandi prima mondiali e nomi di assoluta fama. Ha lanciato giovani drammaturghi, registi e attori che di lì a poco sarebbero diventati delle vere e proprie celebrità.

Dopo il successo della serata di anteprima di ieri (che sarà ripetuta questa sera) a Vitorchiano con il Moai Project, in collaborazione con la prestigiosa accademia Khio di Oslo, e la riscoperta del Complesso di Sant’Agnese riconsegnato alla comunità locale dopo anni, arriva domenica La Fura dels Baus.

Fondata a Barcellona nel 1979, La Fura dels Baus è un gruppo di teatro urbano, tra i più stimati al mondo. La compagnia estende i suoi progetti artistici al teatro testuale, al teatro digitale, alla realizzazione di grandi eventi e ad altre attività. Aziende come Pepsi o Mercedes Benz li hanno impiegati per “azioni” promozionali. Fedele ai suoi principi di creazione partecipativa, la Fura sviluppa progetti attraverso internet, come “Work in progress 97”, spettacolo nel quale si univano scene che si svolgevano simultaneamente in diverse città, in un ambito di teatro digitale. Da ultimo si è addentrata anche nell’industria cinematografica, con la pellicola Faust 5.0.

Un’occasione incredibile per Viterbo, che avrà l’onore di avere una delle più importanti compagnie al mondo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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