Qda presenta 'Titanomachia' con Alessio Di Clemente
Alessio Di Clemente
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Questa sera al Museo del Colle del Duomo il primo spettacolo dell'edizione 2015 del festival di drammaturgia contemporanea Quartieri dell'Arte. Un appuntamento da non perdere, a poche ore dal grande successo di Corpus 1462.

Alessio Di Clemente torna a Viterbo con Titanomachia di Luca Buonaccorsi. Il Festival Quartieri dell’Arte, giunto alla diciannovesima edizione, dopo la lunga giornata di Corpus riparte oggi dal Museo Colle del Duomo con la prima assoluta di Titanomachia. Regia Alessio Di Clemente. Assistente alla regia Ylenia Politano. Sound designer e soundtrack creator Camillo Ventola. Costumista e scenografa Mara Gentile.

Titanomachia è un testo che nasce da un viaggio, un viaggio particolare che lo si potrebbe definire ”marypoppiniano” e che salta un po’ qua un po’ là tra le opere del Rubens, Cornelis Van Haarlem e Goya. Così, infatti, ammirando le formidabili fattezze dei personaggi mitologici presenti spesso nelle opere di tali autori e, mosso quindi dalla necessità di capire gli avvenimenti riportati sulle tele, l’autore si è sentito attratto nuovamente dalla mitologia greca.

Il testo si presenta come un adattamento drammaturgico dalla Teogonia di Esiodo, opera di fondamentale importanza per la letteratura del mondo antico e molto stimolante come fonte soprattutto per la sua stessa struttura che consente sprazzi di libertà nell’interspazio del testo originale, dando vita a personaggi e ad avvenimenti poco trattati.

Tra gli innumerevoli avvenimenti narrati da Esiodo, Titanomachia si concentra sul conflitto generazionale, uno dei primi della storia, che per ben due volte si verifica agli albori della creazione del mondo. Il titano Crono infatti dopo aver evirato il padre Urano per la crudeltà mostrata verso i propri fratelli, si macchia a sua stessa volta del reato di cannibalismo cibandosi degli Dei, suoi figli. Di nuovo in questo caso, uno di essi, Zeus, riuscirà a ribellarsi al padre, imprigionandolo e salvando così i propri fratelli, dando vita alla famosa età dell’oro.

Per tutte le informazioni:http://www.quartieridellarte.it/

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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