QdA porta a Viterbo le opere del tre volte premio Oscar Vittorio Storaro
Storaro 01
Masicar800x120-optimize
Per la sua diciottesima edizione il festival Quartieri dell'Arte ha pensato di fare un grande regalo alla città di Viterbo, ospitando la mostra 'Vittorio Storaro - Writing with light'.

Tre premi Oscar per Apocalypse Now, L’Ultimo Imperatore e Reds. Questo, e molto di più, è Vittorio Storaro. Genio made in Italy i cui lavori sono esposti a Viterbo da oggi (1 settembre, ore 16) al 16. A portare a casa il “colpaccio” il festival Quartieri dell’Arte.

‘Vittorio Storaro – Writing with Light’, questo il titolo della mostra, si articola in tre tappe, a ognuna delle quali corrisponde una diversa location del centro cittadino. Un percorso che prende le mosse dal Museo della Ceramica (Palazzo Brugiotti / via Cavour), si sposta all’interno della ‘RinascimentiAMO Gallery’ (piazza San Simeone, 5) e chiude in quel del Biancovolta (via delle Piagge 23, zona San Faustino).

La prima sezione del percorso contiene opere di ambientazione rinascimentale: il ‘Giordano Bruno’ con Gian Maria Volontè, il leggendario ‘Orlando Furioso’ con la regia di Luca Ronconi e l’interpretazione di Mariangela Melato, ‘Addio fratello crudele’ di Giuseppe Patroni Griffi e il ‘Caravaggio’ televisivo con Alessio Boni. La seconda tappa è dedicata alla Civiltà romana, alla RinascimentiAMO Gallery. Mentre al Biancovolta la sezione riguardante Hollywood e gli Oscar.

Le fotografie esposte nella mostra fanno parte della ricerca sul linguaggio dell’immagine fotografica e cinematografica che Vittorio Storaro ha esercitato in molti anni di attività. È una possibilità creativa di Storaro per poter ri-visitare l’immaginario visivo che lo ha accompagnato sin qui; un ri-percorrere un viaggio figurativo da tempo tracciato, vissuto dall’oscurità alla luce, dalla materia all’energia, sempre più verso una ricerca, per la quale ha speso, spende e spenderà gran parte della sua vita. Una necessità individuale per cercare delle possibili conferme, per capire meglio il cammino figurativo tra foto-grafia e cinematografia. Una esposizione Foto-Cinematografica ideata e voluta nel tentativo di trovare anche presso la semplice “fissa” parola “fotografia”, il senso di raccontare una storia in “movimento”, con più di una immagine sovrapposta l’una all’altra,tentando con ogni mezzo di “foto-grafare”cioè di “scrivere con la luce”e trasformare un concetto narrativo in un concetto visivo.

All’anteprima della mostra per la stampa, che ha visto la presenza del presidente della Fondazione Carivit Mario Brutti, dell’assessore alla Cultura del Comune di Viterbo Antonio Delli Iaconi e del delegato alla Cultura del Comune di Vetralla Michele Vittori, in molti sono rimasti suggestionati dal valore dei pezzi esposti e dalla cura dell’allestimento nelle tre diverse location.

“E’ un onore, come Fondazione Carivit, partecipare a questa mostra e ospitarne una parte all’interno del Museo della Ceramica. La Fondazione valuta le collaborazioni da intraprendere su due basi: oggettiva e soggettiva. Sul piano oggettivo conta la qualità, le storie e i curricula consolidati; sul piano oggettivo conta l’onestà, l’affidabilità e la correttezza dei comportamenti. Quello con QdA è un esempio di collaborazione virtuosa tra la Fondazione e le realtà culturali di pregio del territorio”, così ha salutato gli intervenuti Brutti. Per l’assessore Delli Iaconi: “QdA rappresenta un’eccellenza del territorio, capace di portare avanti un lavoro culturale vero. Questo è prezioso, perché la cultura e il marketing territoriale vanno distinti e va riconosciuta alla cultura la sua importanza, per le funzioni che svolge sul tessuto sociale e cittadino”. Vittori: “La mostra di Storaro è un chiaro segnale delle cose di qualità che QdA sta facendo nel Viterbese. A Vetralla ospitiamo ormai da quattro anni un’anticipazione del festival, con un tutto esaurito che si conferma ogni volta”.

La mostra resterà aperta dal martedì alla domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00. Ingresso gratuito.

Altro dagli stessi argomenti:quartieri dell'arte
800 Monastero
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
Onda
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
monastero interno
lafune_300 x 600
domenicale post
POST FB 01
aiac_banner_01