QdA chiude Hybrid Plays e annuncia il nuovo ciclo “Ricostruzione di una città”
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Quartieri dell’Arte chiude il progetto Hybrid Plays e annuncia in via ufficiale il nuovo ciclo del Festival “Ricostruzione di una città”, che vedrà coinvolti le dimore e i luoghi creativi e produttivi della Città, con un doppio appuntamento in questa settimana

Quartieri dell’Arte chiude il progetto Hybrid Plays e annuncia in via ufficiale il nuovo ciclo del Festival “Ricostruzione di una città”, che vedrà coinvolti le dimore e i luoghi creativi e produttivi della Città, con un doppio appuntamento in questa settimana. Domani 24 novembre alle 21 è in previsione Tempolibero la conclusione di Hybrid Plays- a cultural translation project, il progetto nato dalla collaborazione con Allianz Kulturstiftung, che si pone l’obiettivo di favorire la “traduzione culturale” in Europa: all’interno di una serie di workshop sono sviluppate nuove tecniche teatrali ibride, con l’obiettivo di creare forme teatrali che attraverso il loro punto di vista interculturale rispecchino con più intensità l’identità europea dei cittadini.

In particolare verrà mostrato agli affezionati del Festival il processo creativo legato alla riscrittura della montenegrina Jovana Bojovic della serie teatrale di Gian Maria Cervo Il Tempo Libero. Verranno messi a confronto brani dell’uno e dell’altro testo, messi in scena da Carles Fernandes Giua, emergente regista spagnolo, rappresentato in alcuni importanti Festival spagnoli come Grec e Temporada Alta e presso la prestigiosa Schaubuehne di Berlino. Con Nick Russo già protagonista di Hybrid, Camillo Ventola, che per Quartieri dell’Arte ha partecipato alla Fiera di san Bartolomeo ed è stato consulente musicale per gli spettacoli di Pietro Aretino, e Antonio Spagnuolo scelto come attore da Rupert Everett per il film Happy Prince sulla vita di Oscar Wilde in uscita nel 2017. Appuntamento il 24 novembre alle 21 presso la sede del Festival in via Pasubio 15 a Viterbo.

Il testo di Gian Maria Cervo è oggetto anche di un lavoro nell’ambito di Eu Collective Plays!, il progetto co-finanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea. Gian Maria Cervo e i fratelli Presnyakov trasformeranno la serie teatrale in un full length play, in un esperimento di scrittura collettiva e polivocale.

Sabato 26 novembre nel pomeriggio presso le Scuderie Sallupara alle 15.30 invece l’annuncio del nuovo ciclo del Festival Quartieri dell’Arte “Ricostruzione di una città” avviene in collaborazione con l’iniziativa de La Dramaturgie sul site-specific e l’audiovisivo Corpus Media, con il lavoro “Scuderie Sallupara” di Jon Jesper Halle. Una visita alla scoperta delle Scuderie Sallupara, recuperate grazie al lavoro di Enzo Bentivoglio e Simonetta Valtieri, con una celebrazione della vita delle Scuderie che accosta il Rinascimento alla rinascita dell’edificio, ripercorrendone i traumi attraverso una serie di metafore contemporanee. Il testo è di Jon Jesper Halle, uno dei maggiori drammaturghi norvegesi considerato, con Jon Fosse, il continuatore della tradizione ibseniana in Norvegia. Traduzione di Kristian Bjornsen e Giulia Brunello. Regia di Carles Fernandez Giua. Con Francesco Martino. Prima Mondiale. Nell’occasione anche la pubblicazione per I Tipi di GBEditoria il libro con il testo di Jon Jesper Halle.

Obbligatoria in entrambi i casi la prenotazione all’indirizzo ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com .

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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