QdA 2014, un'edizione tra media nazionali e interesse da oltre oceano
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Gli Stati Generali La Fune
Per il festival di Gian Maria Cervo un'edizione 2014 di grande soddisfazione. Alta l'attenzione dei media nazionali e anche da oltre oceano restano colpiti dalle bellezze della Tuscia.
L’Aretino profano di Angelo Di Genio

20 giorni da incorniciare. Dopo il rush iniziale il festival Quartieri dell’Arte, giunto quest’anno alla 18esima edizione, stila un bilancio di quanto fatto, non solo sui palchi della provincia, ma anche fuori dalle messe in scena. Ospiti nazionali, ospiti internazionali, commenti e recensioni che da soli bastano a raccontare cosa è stata questa edizione del festival diretto da Gian Maria Cervo. A far da cornice a tutto questo anche il gradimento del pubblico viterbese che ha affollato, come ogni anno, le sale e i luoghi riscoperti da Qda.

Dalla mostra di Vittorio Storaro, che ha portato a Viterbo Rai World, e, nello stesso tempo, Viterbo nel mondo, e Rai News 24 oltre a svariate testate giornalistiche nazionali e internazionali; alle recensioni di Corriere della Sera e Repubblica che hanno prima sottolineato lo spessore del programma e poi recensito l’evento di apertura del Festival. Ovvero quel «Tom alla fattoria» messo in scena magistralmente da Monica Nappo per il quale sono accorsi nella città dei Papi il vincitore del Tony Awards con «Matilda the Musical» e autore della serie tv «Utopia» Dennis Kelly, e poi Franco Cordelli (Corriere della Sera) e Rodolfo Di Giammarco (La Repubblica) che hanno messo nero su bianco sulle principali testate giornalistiche del paese il loro apprezzamento per la scelta della location, la Sala d’Ercole di Palazzo dei Priori, per la regia, l’interpretazione e per la scenografia.
Grazie a Godfrey Hamilton, ospite atteso e purtroppo assente per motivi personali, Quartieri dell’Arte è comunque arrivato fino in California, negli Stati Uniti. Hamilton ha scritto per Angelo Di Genio la sua «Sea Change Caliban Remix» e ha apprezzato e condiviso sui social network le fotografie della messa in scena all’interno dell’Infernaccio di Palazzo Farnese di Caprarola. Hamilton ha risposto a numerosi commenti di addetti ai lavori americani sorpresi dalla bellazza del luogo che non conoscevano, ironizzando come il testo, ambientato in un teatro del ‘600, lui lo abbia scritto a Los Angeles “dove tutto ciò che ha più di 30 anni è considerato antico, me incluso”.
Non solo grandi artisti, ma anche figli d’arte. In scena a Quartieri dell’Arte con «Il teatrino delle meraviglie” e “Una storia bruttissima” Eduardo Scarpetta, figlio di Vincenzo e nipote dell’omonimo grande commediografo napoletano Eduardo Scarpetta e Filippo Tirabassi, figlio di Giorgio. Tutto ciò nell’attesa dell’evento più importante di questa 18esima edizione del Festival internazionale di teatro, ovvero l’esibizione di Giancarlo Giannini in «Vita di Maria Vergine» di Gian Maria Cervo da Pietro Aretino, regia di Adriano De Santis, prevista per sabato 27 e domenica 28 settembre. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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