Pupi Avati al Teatro Caffeina per presentare un Boccaccio sulle orme di Dante
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VITERBO - Ancora grandi ospiti a Viterbo dunque, mentre senza sosta continuano gli allestimenti e le preparazioni per la stagione teatrale 2021-2022 del Teatro Caffeina: con lo sblocco delle sale teatrali al 100% torneranno a Viterbo i consueti grandi nomi della prosa nazionale.

VITERBO – L’autunno di Caffeina a Viterbo si tinge di cultura: arriva in prima nazionale Pupi Avati con il suo nuovo libro “L’alta fantasia”, il racconto del viaggio di Giovanni Boccaccio alla scoperta di Dante Alighieri. Fu proprio il grande poeta aretino, autore del Decameron, a definire per primo la Comedia dantesca “Divina”. Pupi Avati sarà al Teatro Caffeina il prossimo 11 novembre alle ore 18.30 per lanciare la sua nuova opera sugli scaffali per Solferino editore: a dialogo con il grande regista ci saranno Giorgio Nisini, docente dell’Università la Sapienza responsabile culturale dell’Emporio Letterario di Pienza e Anna Pegoretti, docente di Letteratura Italiana presso l’università d Roma Tre.

Solo una delle proposte culturali dell’autunno di Caffeina: il 30 ottobre alle ore 17.30 Annalisa Pellegrino porta a via Cavour “PsicoParole – La cura dell’animo in tempo di pandemia”, un’opera che va a indagare la nostra fragilità al tempo del Covid19: “Ho avuto il Coronavirus. Camminavo, prendevo vitamine, mi esponevo al sole. Mangiavo bene. Pensavo positivo. Ridevo. Indossavo la mascherina. Eppure sono stata attaccata dal virus. Non è una colpa prendersi il virus. È qualcosa che nonostante tutto può accadere. Ti racconto di me”, si legge nella sinossi dell’opera. Sempre il 30 ottobre ma alle ore 18.30 arriva a Viterbo Vittorio Macioce, giornalista e scrittore, intervistato da Maurizio Donsanti: “Dice Angelica” è il nuovo libro pubblicato da Salani Edtore. Una grande rilettura dell’Orlando Furioso di Ariosto visto dal punto di osservazione e dalla voce narrante di Angelica, la principessa del Catai, indagata in tutta la sua complessità.

Chiude il quartetto un ospite di onore: il viterbese Claudio Margottini, geologo, attaché scientifico presso l’ambasciata italiana in Egitto, ci racconta il suo “Viaggio in Afghanistan” il prossimo 12 novembre alle 18.30. Arrivato al Cairo nel 2016, dal 2002 al 2013 Margottini ha lavorato in prima persona nel paese dei Taliban, occupandosi del restauro di importanti opere culturali. Il suo occhio vigile, attento e competente ci aiuterà a raccontare quel che sta accadendo in centro Asia, affrontandolo da una prospettiva diversa e intrigante: quella di un addetto scientifico che ha potuto contribuire alla conservazione dei beni di pregio culturale e ha potuto lavorare sullo sviluppo industriale di una regione martoriata da conflitti. Ancora grandi ospiti a Viterbo dunque, mentre senza sosta continuano gli allestimenti e le preparazioni per la stagione teatrale 2021-2022 del Teatro Caffeina: con lo sblocco delle sale teatrali al 100% torneranno a Viterbo i consueti grandi nomi della prosa nazionale.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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