
VITERBO – Una partita avvincente, che si gioca tutta nelle giornata di domenica 12 giugno. Sono otto i candidati alla carica di sindaco per la città capoluogo, sostenuti da 724 aspiranti consiglieri.
Abbiamo deciso di analizzare i punti di forza e di debolezza di tutti i candidati a primo cittadino.
Alessandra Troncarelli. Ha principalmente due punti di forza: il primo il fatto di essere uno dei pochi viterbesi nella storia a diventare assessore regionale. Un’esperienza sicuramente importante per dare formazione e visione nel segno della concretezza. Il secondo punto di forza è l’appartenenza al gruppo che fa capo al consigliere regionale Enrico Panunzi che, negli ultimi nove anni, ha costruito una fitta rete di rapporti sul territorio. Rapporti che significano voti. Altro punto di forza l’essere alla guida di una macchina di candidati molto vasta e quindi capace di incassare voti.
Il principale punto di debolezza è rappresentato dalla comunicazione, fondamentale per arrivare a conquistare il voto d’opinione. Questo tipo di voto sarà particolarmente prezioso al ballottaggio, a cui Troncarelli sembra razionalmente destinata.
Chiara Frontini. Anche per Frontini individuiamo due punti di forza primari. Il primo è la capacità di dialogo con la città costruita negli anni. Il secondo è la capacità comunicativa, fatto che la fa arrivare anche là dove si trova il voto d’opinione e risultare convincente. Da registrare anche un cambiamento della candidata stessa rispetto alla campagna del 2018, si registra infatti una maggiore determinazione e maturità.
Il principale punto di debolezza sta nel fatto di non avere un partito tradizionale alle spalle e quindi di non avere un voto ideologico e di apparato come sacca di partenza.
Laura Allegrini. Il principale punto di forza è il partito che la sostiene. Fratelli d’Italia infatti gode di un grandissimo consenso anche se si corre il rischio che il voto di lista sia più alto di quello per il candidato sindaco.
Punto di debolezza il non essere il candidato unitario del centrodestra e di non essere riuscita, per ragioni di partito, a ricompattare la tradizionale coalizione.
Claudio Ubertini. Punti di forza sono dati dalla solidità della persona e dalla sua esperienza. Punti di fragilità anche per lui legati al fatto di non essere stato il punto di riaggregazione del centrodestra. Pagherà anche un importante svuotamento di consensi della Lega.
Luisa Ciambella. Punto di forza l’avere condotto una campagna elettorale sobria ma forte, capace di realizzare un vero corpo a corpo con buona parte della città. Punto di debolezza è invece l’avere riprodotto, a specchio, la stessa situazione del 2018. All’epoca lei era la candidata sindaco del Pd e Serra il “civico”, oggi la situazione è rovesciata nei personaggi ma identica nella dinamica.
Marco Cardona. Punto di forza l’atteggiamento, la sobrietà e il rappresentare il mondo delle imprese di cui c’è bisogno. Punto di debolezza l’essere il candidato di una forza di protesta che non potrà mai avere un consenso largo.
Carlo D’Ubaldo. Punti di forza le qualità umane e l’essere riuscito a riunire la sinistra più a sinistra. Punti di debolezza l’essere il candidato di una parte fortemente minoritaria.
Giovanni Scuderi. Punto di forza l’essere un imprenditore e il presentarsi bene (soprattutto nel vestire). Punto di debolezza l’inesperienza e l’avere sbagliato tutti i tempi di gestione della candidatura.


















