
IL CORNER DEL PROFESSORE – Capisco capisco, di sicuro la città si doveva munire di un PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, per accedere a finanziamenti per poter migliorare varie debolezza della città che tengo stretta al cuore. Però è stata dura da digerire.
Questo martedì 28 ottobre, tra l’altro invitato da esponenti della maggioranza, sono andato ad assistere a quello che doveva essere un confronto tra la cittadinanza e gli addetti ai lavori. Di sicuro il problema della mobilità e dei parcheggi è complesso ed è troppo facile fantasticare soluzioni improbabili. Inoltre l’idea di ascoltare gli input del pubblico mi sembra molto azzeccata e incredibilmente democratica. Purtroppo non è quello che è successo.
Una coppia di saccenti e poco preparati “professionisti” non di Viterbo ci hanno bacchettato e insegnato come dover pensare alla nostra città e immaginare i parcheggi, o meglio come capire il traffico. Si sa, sono il più campanilista tra le persone nate a Viterbo. Sono un uomo molto semplice e credo nella regola prima: i soldi debbono restare a Viterbo.
Sono consapevole di attirarmi le antipatie dell’assessore Aronne, della signora sindaco e di tutta la maggioranza, ma se avete veramente dato 100.000 euro ai due saccenti c’è qualcosa di seriamente sbagliato. Un professionista con normale onestà intellettuale avrebbe iniziato col dire : “A Viterbo mancano circa 10.000 parcheggi e senza quelli tutte le misure possibili sono al più marginali. Adesso vi raccontiamo come poter forse lenire qualcosa”.
Mi è sembrato di assistere a una lezione teorica. Alla mia domanda sul rapporto tra numero degli abitanti del centro e numero dei parcheggi,
purtroppo non hanno saputo rispondere. Quando Alvaro Ricci ha detto 9000 abitanti per 1200 parcheggi hanno fatto scena muta. Dopo qualche attimo hanno detto: ”Sì ma non tutti i 9000 hanno la macchina”. Mi domando perché siano stati pagati, che ricerche hanno fatto?
Ovviamente ho reagito dicendo che non sono viterbesi. Una famiglia di tre persone ha tre macchine e una di 4 persone ne ha 4 di macchine. Loro non lo sanno perché non sono viterbesi. Quando ho chiesto loro cosa intendessero per “incentivare” non andare in macchina al centro, hanno iniziato a girare in tondo. Di sicuro hanno capacità tecniche, ad esempio ci hanno insegnato l’ottimizzazione del grafo di rete che vale in qualsiasi realtà ma non hanno mai saputo rispondere a domande dirette, più o meno pertinenti, del pubblico. Anzi, atteggiamento saccente e di certo non produttivo.
Continuo a pensare che sia stato un bene fare questo incontro ma dal mio punto di vista per farci capire come hanno speso male i soldi sotto il loro controllo. Sono sicuro che l’assessore Aronne avrà una perfetta spiegazione e sarà sicuro della propria scelta quando nell’ultimo lunedì del mese di novembre, in diretta social su La Fune e Tuscia in Fiore, gli chiederò spiegazioni. La capacità di motivare le proprie decisioni è un pregio ma a volte dobbiamo valutare la sostanza oltre che il metodo.
Questo è il mio punto: molto meglio far restare i soldi a Viterbo e dare la possibilità a due studi locali, ad esempio, di presentare proposte in competizione. Per tutti una possibilità di crescita. Sia chiaro io e forse altri avrebbero criticato quanto proposto ma almeno non avrei dovuto
spiegare che a Viterbo una famiglia di 4 persone ha 4 macchine. Munirsi di PUMS per accedere a fondi governativi, confrontarsi col pubblico e cercare soluzioni è certamente da elogiare. Farlo mandando soldi fuori Viterbo e dando la possibilità a due saccenti di provare a venderci
la Palanzana credo sia sbagliato. Questa volta mi aspetto reazioni violente. Probabilmente me la sto cercando ma credo sia bene stabilire almeno qualche principio sempre valido. Primo: i soldi debbono restare a Viterbo.


















