Pulizia della zona turistica della città, più che ai locali spetterebbe al Comune organizzarla e garantirla
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VITERBO - ppure il capoluogo della Tuscia non è l'unico posto in Italia dove accadono questo genere di cose. Forse è l'unico, o comunque è uno di quei casi molto rari, dove l'amministrazione comunale non pianifica una pulizia organizzata.

VITERBO – La movida sporca il quartiere medioevale della città. Sembrerebbe una scoperta dell’acqua calda in salsa viterbese. Eppure il capoluogo della Tuscia non è l’unico posto in Italia dove accadono questo genere di cose. Forse è l’unico, o comunque è uno di quei casi molto rari, dove l’amministrazione comunale non pianifica una pulizia organizzata.

Sarebbe bene prevederlo in appalto per fare trovare l’area monumentale della città sempre in ordine ai turisti che, con la loro presenza, generano economica e portano ricchezza sul territorio. Eppure nessuno lo ha  mai fatto, nessun sindaco e nessuna amministrazione. Invece praticamente tutti hanno sempre raccontato la storia di Viterbo città turistica e d’arte e cultura. 

Il problema della sporcizia a San Pellegrino è la somma di diversi aspetti, di cui la movida è sicuramente piuttosto consistente. Pensare di risolverlo chiedendo ai gestori di locali di sistemare e intervenire significherebbe affidarsi sostanzialmente al volontariato. Anche perché i ragazzi portano i cocktail con sé ovunque e magari il bicchiere uscito da un preciso locale si trova a centinaia di metri dallo stesso quando viene abbandonato. 

Piuttosto ci sarebbe da chiedersi: ci sono abbastanza cestini per i rifiuti? Parrebbe di no. Sarebbe ragionevole immaginare che dopo una notte di movida, con migliaia di persone passate per le vie del quartiere medioevale la pulizia non debba limitarsi solo a raccogliere i bicchieri ma servirebbero anche interventi di pulizia e igienizzazione. Cose non derogabili ai gestori dei locali. 

Una cosa è certa: nell’area monumentale della città c’è un problema. Bisognerebbe evitare di cercare una soluzione al ribasso e ad alto tasso di provincialismo. Della serie: i locali guadagnano e i locali puliscono. Bisognerebbe invece essere seri e affrontare la questione con il giusto approccio. L’unico possibile mettere soldi per rivedere appalto dei rifiuti e contemplare quattro maxi pulizie nei quattro sabati che ci sono in un mese. Alla classica domanda: i soldi dove li prendiamo? La risposta diventa semplice: dalla tassa di soggiorno. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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