
VITERBO – La movida sporca il quartiere medioevale della città. Sembrerebbe una scoperta dell’acqua calda in salsa viterbese. Eppure il capoluogo della Tuscia non è l’unico posto in Italia dove accadono questo genere di cose. Forse è l’unico, o comunque è uno di quei casi molto rari, dove l’amministrazione comunale non pianifica una pulizia organizzata.
Sarebbe bene prevederlo in appalto per fare trovare l’area monumentale della città sempre in ordine ai turisti che, con la loro presenza, generano economica e portano ricchezza sul territorio. Eppure nessuno lo ha mai fatto, nessun sindaco e nessuna amministrazione. Invece praticamente tutti hanno sempre raccontato la storia di Viterbo città turistica e d’arte e cultura.
Il problema della sporcizia a San Pellegrino è la somma di diversi aspetti, di cui la movida è sicuramente piuttosto consistente. Pensare di risolverlo chiedendo ai gestori di locali di sistemare e intervenire significherebbe affidarsi sostanzialmente al volontariato. Anche perché i ragazzi portano i cocktail con sé ovunque e magari il bicchiere uscito da un preciso locale si trova a centinaia di metri dallo stesso quando viene abbandonato.
Piuttosto ci sarebbe da chiedersi: ci sono abbastanza cestini per i rifiuti? Parrebbe di no. Sarebbe ragionevole immaginare che dopo una notte di movida, con migliaia di persone passate per le vie del quartiere medioevale la pulizia non debba limitarsi solo a raccogliere i bicchieri ma servirebbero anche interventi di pulizia e igienizzazione. Cose non derogabili ai gestori dei locali.
Una cosa è certa: nell’area monumentale della città c’è un problema. Bisognerebbe evitare di cercare una soluzione al ribasso e ad alto tasso di provincialismo. Della serie: i locali guadagnano e i locali puliscono. Bisognerebbe invece essere seri e affrontare la questione con il giusto approccio. L’unico possibile mettere soldi per rivedere appalto dei rifiuti e contemplare quattro maxi pulizie nei quattro sabati che ci sono in un mese. Alla classica domanda: i soldi dove li prendiamo? La risposta diventa semplice: dalla tassa di soggiorno.


















