Pugnaloni di Acquapendente, vince la Prima Equipe Via del Fiore
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ACQUAPENDENTE - Nonostante la pioggia incessante, domenica 19 maggio ad Acquapendente si è svolta la giornata dedicata ai Pugnaloni, stupendi mosaici di fiori e foglie (2.60 X 3.60), realizzati da quindici gruppi in competizione tra loro.

ACQUAPENDENTE – Nonostante la pioggia incessante, domenica 19 maggio ad Acquapendente si è svolta la giornata dedicata ai Pugnaloni, stupendi mosaici di fiori e foglie (2.60 X 3.60), realizzati da quindici gruppi in competizione tra loro.

Il Miracolo della Madonna del Fiore, al quale i Pugnaloni rendono onore (secondo la tradizione, il miracolo venne realizzato dalla Vergine Maria che, nel 1166, fece rifiorire un ciliegio ormai secco, diede il coraggio al popolo aquesiano di insorgere e cacciare il tiranno Federico I Barbarossa), si festeggia ad Acquapendente tutti gli anni il 15 di maggio, mentre la sfilata e la premiazione dei quadri avviene la terza domenica dello stesso mese.

Purtroppo, quest’anno la pioggia ha impedito la sfilata dei Pugnaloni, che sono stati esposti in varie postazioni al coperto la mattina, mentre il pomeriggio sono stati riposti all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Alle ore 18.30 si è comunque svolta la processione religiosa, con il trasporto della statua della Madonna del Fiore.

Infine, in un momento di tregua dal maltempo, si è svolta la proclamazione dei primi sei classificati, elaborata dalla Giuria 2019 così composta: Prof. Alfio Mongelli scultore internazionale e presidente della Rome University of Fine Arts; Prof. Pasquale Lettieri critico d’arte, curatore e docente di storia dell’arte e del costume all’Acc. di Belle Arti di Catanzaro; Arch. Alessandro Ridolfi architetto, già presidente Ordine Architetti di Roma; Dott. Francesco Zero pittore, disegnatore e scultore, direttore artistico di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo; Dott.ssa Giulia Torta botanica; Dott. Paolo Gandola fotografo e regista; Dott.ssa Letizia Bonelli giornalista e direttrice responsabile varie testate.

1. Prima Equipe Via del Fiore
Motivazione: “L’icona più potente dell’umanità si staglia su un manto di fiori colorati. Dalla rinascita del
ciliegio ischeletrito dalla sorte un anelito di vita”.

2. Corte Vecchia (Seleçao)
Motivazione: “Con toni che richiamano i pastelli di Matisse e la simbologia infantile di Paul Klee un
movimento figurativo che lascia dentro di noi una traccia di poesia”.

3. Prima Equipe Torre San Marco
Motivazione: “Grazie ad una spazialità luminosa si evidenzia il motivo della libertà e della rinascita con
un movimento di luce che da un punto focale si espande in un prisma ottico di grande pulizia esecutiva
e linearità”.

4. Santo Sepolcro (6 +6)
Motivazione: “Rappresentazione enigmatica ed emblematica della condizione esistenziale dell’uomo
moderno. Si evidenzia il passaggio dal grigiore e dalla fissità del tempo alla possibilità coloristica
dell’infiorescenza”.

5. Torre Giulia de Jacopo (Nuova Torre)
Motivazione: “Funzione arte terapeutica della rappresentazione con chiari richiami alle correnti
avanguardistiche, in particolare vorticismo e costruttivismo”.

6. Sant’Anna (GSA)

Motivazione: “Per aver coniugato la tecnica tradizionale dei pugnaloni in un disegno pop, ma
comunque di forte carica emotiva ed esistenziale”.

I restanti Gruppi, non premiati, sarebbero così classificati:
7. Rugarella
8. Porta della Ripa (Centro)
9. Via Francigena (Blu Cobalto)
10. Barbarossa
10. Corniolo (SAS)
10. Porta Romana (Comb)
13. Acquaviva
14. Via del Carmine (GNS)
15. Costa San Pietro

I giudici hanno espresso grande soddisfazione e gratitudine all’organizzazione che con la sua attenzione e professionalità ha curato la migliore riuscita di un evento sempre più in crescita nella conoscenza e
nell’apprezzamento popolare.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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