Pubblicati i criteri per accedere alle abitazioni comunali
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VITERBO - Sono stati determinati ieri dal comune di Viterbo, cosi come richiesto dalla Regione Lazio i criteri per accedere alle abitazioni comunali, per le famiglie che si trovino in stato di emergenza abitativa.

VITERBO – Sono stati determinati ieri dal comune di Viterbo, cosi come richiesto dalla Regione Lazio i criteri per accedere alle abitazioni comunali, per le famiglie che si trovino in stato di emergenza abitativa.

Questi i criteri di priorità:
a) presenza di persone con handicap psicofisici e/o con malattie psichiatriche, in cura presso un dipartimento di salute mentale delle aziende unità sanitarie locali (DSM) ed idonee al reinserimento sociale;
b) pubbliche calamità;
c) inizio di procedimenti giudiziari per donne vittime di violenza in famiglia;
d) provvedimenti esecutivi di rilascio forzoso dell’alloggio occupato nell’ambito di tale condizione, hanno priorità le famiglie con minor reddito;
e) permanenza in strutture assistenziali utilizzate da organi, enti ed associazioni di volontariato riconosciute ed autorizzate, preposti all’assistenza pubblica;
f) sgombero di alloggi di proprietà pubblica da destinare ad uso pubblico;
g) rientro in Italia per stabilirvi la propria residenza, previa dichiarazione del Consolato, in caso di persone emigrate.

Dare atto altresì che a parità di condizioni di priorità, precederà la domanda del richiedente nel cui nucleo familiare:
vi sia la presenza di componenti ultrasessantacinquenni e/o figli minori;
la condizione di priorità sia propria di più componenti del nucleo familiare;
vi sia la presenza di uno o più componenti affetti da menomazioni che comportino una diminuzione permanente certificata ai sensi della vigente normativa superiore al settantaquattro per cento della capacità lavorativa;
vi siano presenti almeno due delle condizioni di priorità tra quelle comprese tra la lettera “a” e “g”;
nella valutazione del punto d) con particolare riferimento al minor reddito, rapportandolo al numero di soggetti minori presenti nel nucleo familiare.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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