Provinciali, Mazzola verso la vittoria: "C'è da lavorare, non accetterò ricatti"
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Una manciata scarsa di ore al voto per il rinnovo della Provincia di Viterbo. Mauro Mazzola sa di avere la vittoria in tasca e pensa al domani: "C'è da lavorare, aprirò ai collaborativi e non accetterò ricatti".

Provinciali, Mazzola: “Pronto ad aprire anche ai consiglieri del centrodestra che vorranno essere collaborativi. Al tempo stesso dico a chi mi sostiene che dovremo lavorare insieme e non accetterò ricatti”.

A una manciata scarsa di ore dall’apertura del seggio a Palazzo Gentili (aperto dalle 8 di domenica 3 maggio alle 20) il sindaco di Tarquinia pensa già al domani. I numeri sulla carta lo danno per vincente. Tecnicamente impossibile per il suo sfidante Fabio Bartolacci pensare di ribaltare il risultato. Il meccanismo di voto di queste nuove provinciali, disegnate dalla riforma dell’ente firmata da Delrio, introduce la figura dei “grandi elettori”. Votano solo i sindaci e i consiglieri dei sessanta comuni della Tuscia, in maggior numero retti dal centrosinistra. Centrosinistra che amministra anche il capoluogo che, in virtù del sistema del voto ponderato, pesa tantissimo.

Abbiamo raggiunto il sindaco maremmano che si dichiara tranquillo e consapevolezza della sua forza elettorale. “Mi preme però – dichiara Mazzola – lanciare un appello ai consiglieri e ai sindaci di andare a votare. Non possiamo chiedere di farlo ai cittadini e pensare di essere i primi a sottrarsi”.

Lo sguardo è rivolto più che altro al dopo tre maggio. Due liste lo sostengono, inevitabilmente l’una contro l’altra armata. “C’è chi ha deciso di costruire una seconda lista a mio sostegno, va bene – così il sindaco di Tarquinia -. Dico però che tutti dovremo lavorare insieme e che sarò inclusivo e non accetterò ricatti da parte di nessuno”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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