Provinciali - Mazzola il bulgaro: "Dobbiamo vincere col 70%". La sfida vera è tra Pd e 'Moderati'
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Dalle Terme dei Papi Mauro Mazzola lancia la propria campagna elettorale. Una roba mirata solo a sindaci e consiglieri comunali dei sessanta comuni della Tuscia, visto che la riforma Delrio tiene fuori i cittadini dalle scelte per il rinnovo della Provincia. E il sindaco di Tarquinia fa il bulgaro: "Dobbiamo vincere con il 70%".

Mazzola vuole fare il bulgaro, ossia stravincere le votazioni provinciali del 3 maggio con una percentuale di voti vastissima. Ieri la presentazione ufficiale del candidato su cui il Partito Democratico ha deciso di convergere.

Il sindaco di Tarquinia è stato accolto da una folla di partito alle Terme dei Papi. Ed è qui che ha lanciato la scommessa: “Vincere con quota 70%”. “Dobbiamo prendere il maggior numero di consiglieri possibili”, ha indicato ai suoi. A benedire il candidato anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Mazzola è destinato a vincere da questioni matematiche. Le elezioni del prossimo mese per il rinnovo della guida di Palazzo Gentili non chiameranno alle urne i cittadini, ma sindaci e consiglieri dei sessanta comuni della Tuscia. E il centrosinistra ha la situazione in mano. Dall’altra parte poi si presenta un centrodestra che ha fallito l’occasione di trasformare questa competizione in un laboratorio di restauro dell’unità dell’area.

A questo punto la competizione interessante è proprio quella tra le due liste: Pd e ‘Moderati e Riformisti’; che sostengono il sindaco maremmano. Riuscirà il Pd a portare a casa 7 consiglieri, lasciando a uno i propri cugini? Una partita non da poco per gli attenti conoscitori della politica e dei suoi retroscena.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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