
Altro che unità, nel centrodestra dopo la spaccatura in Forza Italia, la candidatura di Scarnati col centrosinistra e l’astensione dei consiglieri di ispirazioni leghista, si perde un altro pezzo: è quello dell’Udc e di quel che ne resta. “Nessun accordo programmatico: alle prossime elezioni provinciali l’Udc voterà, ma non parteciperà con propri candidati”. È il comunicato scritto dal coordinamento provinciale, anche se tracciare i confini del partito ad oggi non è facile.
Ne facevano parte tempo fa, ad esempio, anche Gianmaria Santucci, oggi consigliere indipendente di opposizione a Viterbo, Maurizio Tofani, civico capolista nella lista per Mauro Mazzola (centrosinistra), Felice Casini, consigliere provinciale di maggioranza (centrodestra), ma anche Francesco Bigiotti. “Avendo amministratori locali che sono sia in maggioranza, sia in opposizione, chi con il centrodestra chi con il centrosinistra, abbiamo deciso di non fare alcun tipo di accordo programmatico. In questa decisione ha anche influito il momento particolare che sta attraversando il centrodestra, sia a livello nazionale che a livello locale”.
Si tratta di un ulteriore pezzetto di centrodestra che, in parte in questo caso, se ne va. L’intenzione di riunire la galassia ex-Pdl per queste provinciali in vista delle consultazioni comunali del prossimo anno sta trovando non poche difficoltà. Sono della partita Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra e parte di Forza Italia. Poi le defaiance: nelle settimane scorse infatti erano state prima Lega Federalista e poi Unione della Tuscia a dire no alla tornata, poi la spaccatura interna a Forza Italia e la candidatura di Mario Scarnati, sindaco di centrodestra di Fabrica di Roma, per Mauro Mazzola. L’Udc chiude auspicando “un ricongiungersi delle aree popolari e moderate” anche nella provincia di Viterbo.

















