Provinciali, ecco la strategia "della gufata"
marini-ubertini
Stati Generali 02 800x120
Quando non puoi vincere non ti resta che sperare che a perdere siano gli altri. Ed è questo lo stato psicologico e reale in cui si trova il centrodestra viterbese nel guardare alle provinciali del 3 maggio.

Chiamatela se volete “la strategia della gufata”. L’idea è di quelle presenti sulla caotica tavola del centrodestra che le varie anime stanno cercando di preparare per le imminenti provinciali. La campanella suona il 3 maggio, data per la quale ognuno degli attori chiamati all’urna dovrà avere chiaro in testa il che fare.

La votazione per il rinnovo della Provincia di Viterbo è di quelle complicate per chi ha il cuore che batte a destra, per chi è stato presente sulla scena politica del Viterbese praticamente per due decenni dalla parte dei vincitori, quasi sempre e comunque. Sono elezioni infatti che solo il centrosinistra può perdere. Ecco perché sta serpeggiando negli ambienti della galassia ex berlusconiana quella che volgarmente può essere messa nero su bianco come “strategia della gufata”.

E la gufata in questione consisterebbe nella spaccatura, non del tutto improbabile, tra l’ala sinistra del Partito Democratico e i popolari dell’onorevole Giuseppe Fioroni. In questo caso il centrodestra potrebbe avere qualche carta in più, carte che dipenderebbero da quanti sindaci e consiglieri in tutto il territorio provinciale Fioroni e i suoi riuscirebbero a portare dalla loro.

Ma al di là dell’affidarsi alle rotture altrui anche nel centrodestra sono iniziati i primi incontri. Forza Italia è chiamata a giocare il ruolo di perno e di aggregante di tutto l’universo in espansione, non in termini di voti ma di allontanamento di un pezzo dall’altro. Una decina di giorni fa i forzisti hanno eletto a quartier generale lo studio del commissario provinciale Claudio Ubertini. Intorno al tavolo si sono incontrati diversi sindaci di centrodestra. L’obiettivo al momento è quello di gettare le basi per una lista. I candidati presidente giocabili sono Sergio Caci (Montalto), Paolo Equitani (Bolsena), Piero Camilli (Grotte di Castro), Fabio Bartolacci (Tuscania) e Salvatore Serra (Ischia di Castro).

800 Monastero
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
Onda
asvis 2
aiac_banner_01
monastero interno
lafune_300 x 600
domenicale post
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200