Provinciali, è sfida Nocchi-Equitani. Oggi l'Udc incontra quest'ultimo per formalizzare il sostegno
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C'è tempo fino a mezzogiorno del 28 agosto per la consegna delle liste ma i giochi sono fatti. Il Pd ha trovato la sua compattezza su Nocchi che troverà quindi l'appoggio della lista dem e di quella di Moderati e Riformisti. Il centrodestra punta su Equitani, che sarà sostenuto anche da una lista a cui hanno lavorato in queste settimane amministratori civici.

Provincia di Viterbo, per il titolo di presidente se la vedranno con il voto ponderato il giovane sindaco di Capranica Pietro Nocchi e il primo cittadino di Bolsena Paolo Equitani.

C’è tempo fino a mezzogiorno del 28 agosto per la consegna delle liste ma i giochi sono fatti. Il Pd ha trovato la sua compattezza su Nocchi che troverà quindi l’appoggio della lista dem e di quella di Moderati e Riformisti. Il centrodestra punta su Equitani, che sarà sostenuto anche da una lista a cui hanno lavorato in queste settimane amministratori civici.

L’elezione è di secondo livello, quindi saranno chiamati a votare il prossimo 17 settembre sindaci e consiglieri dei sessanta comuni della provincia. Ognuno con un peso specifico diverso, proporzionale alla grandezza del comune rappresentato. E’ previsto per oggi un incontro dell’Udc con Paolo Equitani, per definire il proprio sostegno al candidato.

La partita è più aperta di quella di due anni fa, che vide Mauro Mazzola in vantaggio importante sullo sfidante Fabio Bartolacci. Il Partito Democratico ha perso pezzi importanti alle ultime amministrative: su tutti Tarquinia. Anche la situazione viterbese è mutata, con fuoriuscite importanti dall’amministrazione Michelini: vedi zona Viva Viterbo.

Tutta l’area civica, i Mo.Ri e i non allineati possono avere un peso determinante. Con alcuni comuni, anche importanti, che non è ancora chiaro da che parte della bilancia faranno gravare i propri pesi. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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