Provinciali, e se il convitato di pietra civico e pentastellato si svegliasse?
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La data per le elezioni provinciali è fissata per il 17 settembre, anche perché entro la fine del prossimo mese andrebbe disposto il bilancio e non sarebbe male che a farlo fosse qualcuno nel pieno dei suoi poteri.

Provinciali, e se il convitato di pietra civico e pentastellato si svegliasse? La data per le elezioni provinciali è fissata per il 17 settembre, anche perché entro la fine del prossimo mese andrebbe disposto il bilancio e non sarebbe male che a farlo fosse qualcuno nel pieno dei suoi poteri.

La riforma Delrio ha stravolto il sistema degli enti provinciali. Di fatto sono le province sono rimaste in piedi, hanno ancora in pancia funzioni importanti ma tutto è cambiato. In buona sostanza sono stati tagliati fuori i cittadini, almeno nella formula dell’elezione diretta. E’ stato introdotto il meccanismo dell’elezione di secondo livello che chiama a esprimersi cittadini e consiglieri dei comuni che fanno parte del territorio di ogni singola provincia. Il tutto con un meccanismo che assegna peso diverso al voto dei sindaci e dei consiglieri in proporzione al numero di cittadini che rappresentano.

Una trovata micidiale, che di fatto ha falcidiato più che la spesa pubblica la qualità della democrazia italiana. Ma al di là di questi ragionamenti di sistema il meccanismo delle elezioni di secondo livello ha dato eccessivo peso ai partiti. Fino al punto che, per fare l’esempio della provincia di Viterbo, di fatto è il Pd (che ha il maggior numero di voti, calcolando con il voto ponderato) ad avere la partita in mano. Basta cucire bene una partita tattica e un solo partito eleggerà chi vuole, con buona pace dei cittadini di fatto tagliati fuori dalla scelta.

Il meccanismo è reso ancora più perverso, a vantaggio delle segreterie di partito, dal fatto che parte delle porzioni di voto a disposizione sono in capo a Movimento Cinque Stelle e civici (veri o presunti tali). E proprio all’interno di questa partita di partiti queste forze tendono a non sostenere nessuno dei candidati in lizza. Scelta legittima ma che qualche perplessità la solleva.

E se questo “convitato di pietra” decidesse di rompere il gioco dei partiti e delle segreterie facendo una scelta di campo? Una scelta per rompere il gioco e mandare in tilt il disegno di egemonia partitico di fatto messo in essere con la riforma Delrio. La prospettiva è iniziata a circolare in determinati ambienti, soprattutto nel capoluogo. Alla fine fare una scelta capace di rompere un gioco già scritto potrebbe anche questo essere un segnale di rottura e cambiamento. E magari potrebbe accellerare i partiti tradizionali stessi verso una riscrittura della riforma delle province.

Un blocco dei “non allineati” che potrebbe prendersi un grosso peso ed essere decisivo nelle scelte, non di poco conto, su chi dovrà essere il prossimo presidente della Provincia e su chi dovrà affiancarlo, come consigliere, nell’importante lavoro da fare. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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