Provinciali, domani finiscono due ere: quella del centrodestra al comando e quella dei cittadini chiamati al voto
Consiglio provinciale
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Domani vanno al voto i circa 700 amministratori della provincia di Viterbo per il rinnovo dell’amministrazione di Palazzo Gentili. La fine di un’era per due motivi.

È finita un’era, anzi ne sono finite due. Domani vanno al voto i circa 700 amministratori della provincia di Viterbo per il rinnovo dell’amministrazione di Palazzo Gentili. La fine di un’era per due motivi.

La prima era che finisce è quella del centrodestra, che forse per la prima volta non amministrerà nulla dei cittadini viterbesi. Dopo il Comune, la Regione e il Governo nazionale anche la Provincia passerà al centrosinistra in un filotto che da queste parti è quanto mai bizzarro.

La seconda era che finisce, ed è quella più grave, è che i cittadini non voteranno più. Non perché sono stanchi e sfiduciati, ma perché per far credere che le provincie non esistono più, è stato riformato il metodo di voto. E così gli enti provinciali non scompariranno, ma semplicemente saranno eletti dagli eletti nei comuni. A conferma di un processo che sta allontanando i cittadini dalle decisioni che contano. Quando la riforma del Senato e quella elettorale saranno approvate, infatti, noi cittadini non eleggeremo più quasi nulla. Il Senato sarà formato da gente già eletta e l’elezione per la Camera dei Deputati sarà confermata come una finta elezione: noi ci limiteremo a confermare i nominati dei partiti.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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