

È finita un’era, anzi ne sono finite due. Domani vanno al voto i circa 700 amministratori della provincia di Viterbo per il rinnovo dell’amministrazione di Palazzo Gentili. La fine di un’era per due motivi.
La prima era che finisce è quella del centrodestra, che forse per la prima volta non amministrerà nulla dei cittadini viterbesi. Dopo il Comune, la Regione e il Governo nazionale anche la Provincia passerà al centrosinistra in un filotto che da queste parti è quanto mai bizzarro.
La seconda era che finisce, ed è quella più grave, è che i cittadini non voteranno più. Non perché sono stanchi e sfiduciati, ma perché per far credere che le provincie non esistono più, è stato riformato il metodo di voto. E così gli enti provinciali non scompariranno, ma semplicemente saranno eletti dagli eletti nei comuni. A conferma di un processo che sta allontanando i cittadini dalle decisioni che contano. Quando la riforma del Senato e quella elettorale saranno approvate, infatti, noi cittadini non eleggeremo più quasi nulla. Il Senato sarà formato da gente già eletta e l’elezione per la Camera dei Deputati sarà confermata come una finta elezione: noi ci limiteremo a confermare i nominati dei partiti.

















