Provinciali, da FdI l'appello a Romoli: "Dobbiamo riportare il governo di centrodestra a Palazzo Gentili"
Foto Fratelli d'Italia provinciali
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VITERBO - Fratelli d'Italia è sicuramente la realtà politica più forte del momento anche nella Tuscia, dove ha una radice storica e una classe dirigente rodata. Puntano a un ottimo risultato con tre massimo quattro consiglieri eletti a Palazzo Gentili.

VITERBO – Fratelli d’Italia presenta i propri candidati per le imminenti elezioni provinciali e parla chiaro: “Dobbiamo riportare il governo di centrodestra in Provincia, l’augurio è che Romoli lo comprenda”. 

Presenti all’incontro – oltre ai dodici candidati (tra cui spiccano i sindaci Luca Profili (Bagnoregio), Luca Giampieri (Civita Castellana), Giuseppe Cesetti (Canino), Teresa Pasquali (Vejano) – anche i big locali del partito: Mauro Rotelli, Daniele Sabatini e il coordinatore provinciale Massimo Giampieri. Al tavolo anche una vecchia volpe della politica viterbese come Gianmaria Santucci. 

Fratelli d’Italia è sicuramente la realtà politica più forte del momento anche nella Tuscia, dove ha una radice storica e una classe dirigente rodata. Puntano a un ottimo risultato con tre massimo quattro consiglieri eletti a Palazzo Gentili. La lista Tuscia Tricolore ha il proprio centro in FdI ma apre anche ad altre esperienze per essere più inclusiva e drenare voti utili in una partita elettorale così complessa con votazioni di secondo livello. 

L’obiettivo evidente è avere un buon risultato per potere essere centrali in una nuova maggioranza di centrodestra. Durante l’incontro un messaggio chiaro è stato inviato a Romoli che parafrasando suona così: “basta con la politica dei trasversalismi che c’è stata in questi anni in Provincia. Serve un ritorno all’alleanza naturale tra forze di centrodestra”. 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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