Provinciale Cimina pulita, Paterna: "Grazie ai volontari del Cinghiale Bianco"
Foto pulizia Strada Cimina
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REGIONE LAZIO - "La Tuscia è ricca di zone boschive ma, purtroppo, queste molto spesso diventano teatro di abbandono e smaltimento abusivo di rifiuti. È pertanto auspicabile un maggiore controllo da parte delle autorità, affinchè vengano prevenuti comportamenti ignobili ed incivili”.

REGIONE LAZIO – “Un ringraziamento sentito ai volontari dell’associazione Cinghiale Bianco, alla Protezione Civile e ai guardiaparco che domenica hanno provveduto alla pulizia della strada Cimina”. A dichiararlo è la consigliera regionale Valentina Paterna, presidente della commissione Ambiente e Agricoltura della Regione Lazio. “Sono stati raccolti 25 sacchi di indifferenziata e 8 di vetro in appena due chilometri di strada alle porte di Caprarola. Questo è a mio parere preoccupante, perché vuol dire che diverse persone utilizzano un’area verde come discarica a cielo aperto”.

“Se da un lato è importante sottolineare l’impegno costante dei volontari delle varie associazioni – prosegue la presidente – dall’altro è necessario porre l’attenzione sul tema dell’inquinamento. La Tuscia è ricca di zone boschive ma, purtroppo, queste molto spesso diventano teatro di abbandono e smaltimento abusivo di rifiuti. È pertanto auspicabile un maggiore controllo da parte delle autorità, affinchè vengano prevenuti comportamenti ignobili ed incivili”.

“Tutelare l’ambiente e garantirne la salvaguardia – conclude Paterna – deve essere un obiettivo non soltanto delle istituzioni ma di tutti i cittadini. La ricchezza naturalistica e la biodiversità sono un valore aggiunto dei nostri territori, difenderli dall’inquinamento è una priorità della Regione Lazio e dell’amministrazione Rocca. La commissione Ambiente è disponibile a dialogare con tutti gli enti gestori degli spazi verdi e con le associazioni per affrontare le questioni più delicate”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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