Provincia, verso l'intesa di Pirro. Pronta la nuova giunta politica, questa volta sarà vero?
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Continua la soap opera di Palazzo Gentili. L'accordo per la nuova giunta politica viene di fatto annunciato, ore contate per gli assessori tecnici. Ma finirà veramente così?
Marcello Meroi, isolato nel centrodestra

Palazzo Gentili, l’accordo c’è. Gli assessori tecnici inizino pure a preparare gli scatolini, si torna alla giunta politica. Così composta: Paolo Equitani e Giuseppe Fraticelli per il Nuovo Centro Destra, Franco Vita per Forza Italia e Andrea Danti in quota Udc. Fuori dalla squadra di governo, per propria scelta, Fratelli d’Italia. Potrebbero rientrare in un secondo momento con un proprio assessore. Questo almeno è l’ultimo frame, andato in onda in mattinata. Non sono esclusi colpi di scena. 

 

Mentre l’uragano di quella che viene definita “antipolitica” soffia fuori dai palazzi, all’interno della Provincia si continua a danzare il valzer dei bracci e “braccini” di ferro tra le varie anime della “disgraziata” maggioranza che sostiene il presidente Marcello Meroi. Un’intesa che, se confermata, però somiglierebbe tanto a “un’intesa di Pirro”. Ottenuta sì, ma a discapito della credibilità politica di tutte le forze politiche coinvolte e dei relativi attori sul campo. 

 

L’accordo viene fuori dopo una mattinata burrascosa in consiglio e ancora peggiore in commissione. Doveva essere messo ai voti il bilancio consuntivo, ma non c’è verso. Tre consiglieri della maggioranza infatti escono dalla stanza. Si tratta di Marco Torromacco (lista Meroi), Felice Casini (Udc) e Fabio Bartolacci (Ncd). Escono subito dopo gli uomini dell’opposizione e viene meno il numero legale. In consiglio non si combina nulla. Anche l’opposizione ci mette del suo. Vengono annunciate le dimissioni in blocco di tutti i consiglieri di minoranza, si inizia a preparare una lettera ma poi tutto svanisce.

 

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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