Provincia, stanziate risorse per i lavori su strade Acquabianca e Sipicciano. Nocchi: "Supereremo gli ostacoli generati dalle lunghe chiusure"
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VITERBO - “Dobbiamo garantire ai cittadini del territorio la libertà di potersi spostare liberamente ed in sicurezza.” Continua Nocchi – “Le strade Acquabianca e del tratto di Sipicciano rappresentano snodi fondamentali, con questi interventi andremo ad eliminare i disagi causati dalle chiusure.”

VITERBO – La Provincia di Viterbo prosegue nel percorso di riqualificazione e messa in sicurezza delle strade provinciali. Sono state individuate risorse per oltre un milione di euro che verranno tratte direttamente dal bilancio dell’ente, destinate alla riapertura delle strade provinciali Vitorchianese e Sipicciano.

Gli interventi riguarderanno lavori di messa in sicurezza della scarpata lungo la Strada Provinciale Vitorchianese (strada Acquabianca) al km. 1+300 per un importo di 246.500 euro. Per l’intervento è stato già redatto ed ultimato apposito progetto di fattibilità tecnico-conomica.

Il secondo intervento riguarderà lavori di messa in sicurezza dell’area sottostante la Strada
Provinciale n. 133 al km. 9+100, Frazione di Sipicciano nel Comune di Graffignano per un importo 860.000 euro, che è in attesa dello studio di progettazione elaborato dai geologi incaricati al sopralluogo.

Esprime soddisfazione il Presidente della Provincia Pietro Nocchi: “Così come è già stato fatto in
precedenza con la riapertura della N77 di Castel S. Elia, continua il costante impegno da parte della Provincia per riaprire quelle strade provinciali da troppo tempo chiuse al traffico veicolare. Una volta ultimate tutte le procedure di progettazione e successive gare, potremo procedere per gli interventi.”

“Dobbiamo garantire ai cittadini del territorio la libertà di potersi spostare liberamente ed in sicurezza.” Continua Nocchi – “Le strade Acquabianca e del tratto di Sipicciano rappresentano snodi fondamentali, con questi interventi andremo ad eliminare i disagi causati dalle chiusure.”

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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