Provincia, lunedì il primo consiglio. I due "frontiniani" ago della bilancia per la maggioranza
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VITERBO - Per il Patto Civico siamo all'esordio in consiglio provinciale, bisognerà vedere se lo schema politico frontiniano vorrà capitalizzare questa presenza o meno. 

VITERBO – Il ballo di Palazzo Gentili inizia ufficialmente la mattina di lunedì 8 di aprile con l’insediamento del nuovo consiglio. La seduta è stata convocata con all’ordine del giorno la convalida degli eletti. 

Una situazione di stallo per quanto riguarda la nuova maggioranza da formare. Se Forza Italia decidesse di confermare la storica alleanza in Provincia con il Partito Democratico si fermerebbe a 6 consiglieri (4 Pd + 2 FI). Se Alessandro Romoli decidesse di ricomporre l’asse di centrodestra si fermerebbe sempre a 6 consiglieri (4 FdI + 2 FI). 

In questa situazione a fare l’ago della bilancia saranno i due consiglieri eletti dai civici frontiniani. Per il Patto Civico siamo all’esordio in consiglio provinciale, bisognerà vedere se lo schema politico frontiniano vorrà capitalizzare questa presenza o meno. 

Al momento bocche cucite e attesa da tutti i versanti. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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