Provincia, Livio Treta in pole position per la vicepresidenza
Treta
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Provincia, a poche ore dall'elezione del nuovo presidente nella persona di Pietro Nocchi e del consiglio è aperta la partita delle deleghe. Lo stesso presidente, in un'intervista rilasciata a La Fune, ha dichiarato di voler seguire la strada della distribuzione di compiti e quindi del peso del governo di Palazzo Gentili tra i consiglieri di maggioranza.

Provincia, a poche ore dall’elezione del nuovo presidente nella persona di Pietro Nocchi e del consiglio è aperta la partita delle deleghe. Lo stesso presidente, in un’intervista rilasciata a La Fune, ha dichiarato di voler seguire la strada della distribuzione di compiti e quindi del peso del governo di Palazzo Gentili tra i consiglieri di maggioranza.

Una rotta diversa da quella tracciata dal suo predecessore Mauro Mazzola. Aperta la questione della vicepresidenza, anche se i bene informati sostengono che ad andare a ricoprire il ruolo sarà Livio Treta.

In virtù dell’accordo elettorale tra Pd e Mo.Ri. è pacifico che la vicepresidenza andrà a un eletto dei Moderati e Riformisti. A spuntarla, nel voto di domenica, sono stati per la formazione centrista Livio Treta e Massimo Paolini. Il primo da Viterbo e il secondo da Montefiascone.

Quella Montefiascone dove tra l’altro il centrodestra ha giocato un ruolo nell’elezione di Paolini, avendo i consiglieri del comune falisco votato in maniera pressoché compatta per il proprio sindaco a consigliere e per Paolo Equitani alla presidenza. Fabio Notazio docet. 

Uno sforzo collettivo che magari i montefiasconesi pensano di veder ripagato con la vicepresidenza di Palazzo Gentili al proprio primo cittadino. Ma difficilmente andrà così. Treta infatti è dato in pole position. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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