Provincia, la crisi sbarca in consiglio il 5 marzo
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Cosa accadrà è difficile saperlo con precisione. I più cinici dicono che l'unica cosa certa è che non rinunceranno mai alle poltrone e non arriverà mai il commissario prefettizio. Il 5 marzo c'è consiglio straordinario, per discutere della situazione politica dell'ente.

Vive o muore? E’ la domanda che rimane al centro dei destini dell’amministrazione targata Marcello Meroi. Intanto il presidente del consiglio Francesco Bigiotti ha convocato un consiglio straordinario. La data è quella del 5 marzo, tra una ventina di giorni circa. A richiederlo mezza dozzina di consiglieri, in ordine sparso tra maggioranza e opposizione. Un po’ complesso conoscere i nomi.

Un solo tema all’ordine del giorno: “Situazione politica dell’ente”. Quindi la crisi aperta all’interno della maggioranza arriva in consiglio. Oggi intanto gli assessori tecnici si incontrano per la prima volta, è prevista una riunione di giunta. 

In questa ventina di giorni che ci separano dal 5 marzo può veramente accadere di tutto, considerando che ormai i colpi di scena in via Saffi sono all’ordine del giorno.

“Ei fu sì come immobile, dato il mortal sospiro. Stette la spoglia … “. Ah no, scusate, quello era il 5 maggio.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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