Provincia: la crisi non si è ancora chiusa. FdI: "ci interessano solo i programmi"
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“Aspettiamo di parlare di programmi e non ci interessa parlare dei nomi degli assessori”. Il consigliere provinciale di Fratelli D’Italia Alberto Cataldi interviene in merito alla crisi in provincia che doveva essere risolta ieri.

“Aspettiamo di parlare di programmi e non ci interessa parlare dei nomi degli assessori”. Il consigliere provinciale di Fratelli D’Italia Alberto Cataldi interviene in merito alla crisi in provincia che doveva essere risolta ieri. “È vero che c’è un accordo politico – conferma commentando le parole di Bruno Capitoni rilasciate a La Fune nel fine settimana scorso – con una riduzione da sette a cinque assessori e quindi con una razionalizzazione dei costi. Quel che ci interessa ora però – prosegue Cataldi – è parlare di programmi. Vogliamo chiudere in bellezza questo anno ed è l’unico argomento di cui vogliamo parlare”. Un no comment arriva invece sui nomi degli assessori che andranno a comporre la giunta di Meroi.

Da quel che si apprende da altre fonti la nomina della nuova giunta politica slitterebbe di qualche giorno. Non è stata annunciata ieri, come aveva annunciato il capogruppo del Nuovo Centrodestra Bruno Capitoni, ma non lo sarà nemmeno in questi giorni. Tra 25 aprile, chiusura delle liste per le amministrative e fine settimana imminente, infatti, la questione probabilmente non sarà chiusa prima di lunedì 28 aprile.

La soluzione, salvo sorprese tutt’altro che impossibili, dovrebbe essere individuata in una giunta a cinque uomini con il ritorno di Paolo Equitani e Giuseppe Fraticelli in quota NCD affiancati da un assessore a testa da Fratelli D’Italia, Udc (che detiene anche il presidente del Consiglio) e Forza Italia. I problemi potrebbero arrivare proprio dal partito azzurro che starebbe trovando delle difficoltà nell’individuare la personalità garante delle anime del partito.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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