Provincia, Fusco: "L'ente non può rimanere al palo, pronti al dialogo se nell'interesse dei cittadini"
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VITERBO - Dopo l'ok del gruppo che fa riferimento a Fratelli d'Italia è il turno della Lega.

VITERBO – A Palazzo Gentili prove di disgelo tra maggioranza e opposizioni. A muovere i primi passi in questa direzione il presidente Pietro Nocchi che ha calato la partita sullo scacchiere della crisi attuale, dettata dall’emergenza Covid-19. Dopo l’ok del gruppo che fa riferimento a Fratelli d’Italia è il turno della Lega.

“Quella che stiamo vivendo è una crisi epocale senza precedenti nella storia del nostro Paese, che sta colpendo duramente la vita di ognuno di noi – così il senatore viterbese del Carroccio Umberto Fusco -.

Nel rispetto della sofferenza dei tanti cittadini venuti a mancare, per i cittadini che sono stati colpiti più da vicino dall’emergenza e per le tante attività economiche in sofferenza, ritengo che oggi più che mai le Istituzioni, a tutti i livelli, abbiano il dovere di impegnarsi con ancora maggiore forza, coraggio e risolutezza per portare l’Italia fuori dall’emergenza.

E’ stato chiesto ai cittadini rigore e grande senso di responsabilità nel contrastare la diffusione del contagio e nel primario interesse della salute pubblica, mettendo però in serie difficoltà il tessuto economico e produttivo della nostra provincia.

La politica, oggi ancor più di ieri, deve in questa fase compiere delle scelte importanti, che esulino dal semplice dibattito politico e partitico, e che vadano nell’interesse dei territori.

 

I sindaci della provincia, di ogni colore politico, stanno svolgendo un lavoro encomiabile in favore della cittadinanza e come Lega saremo sempre dalla loro parte al fianco dei cittadini, e a sostegno di ogni attività posta in essere che vada in questa direzione.

Il particolare momento storico richiede che al di là delle differenze, le Istituzioni locali lavorino, funzionino e non restino bloccate da aspetti burocratici.

La divergenza politica tra noi e il Pd sarà sempre netta, ma in questa fase politica siamo aperti ad un confronto istituzionale che consenta a un ente importante come la Provincia di non rimanere al palo, e di intervenire concretamente a supporto dei cittadini insieme ai Comuni, alla Regione e al Governo nel risolvere l’emergenza sanitaria in atto e quella economica che si sta delineando.

Per queste ragioni non possiamo fare altro che accogliere l’appello del Presidente della Provincia Nocchi, rendendoci disponibili ad un confronto, a quello che speriamo possa essere un dialogo costruttivo e serio con tutte le forze politiche presenti in Provincia, finalizzato a rimettere in moto il prima possibile tutte quelle iniziative che possano portare beneficio ai territori e alla cittadinanza.

La Lega, così come a livello nazionale, anche a livello locale, è disposta ad aprire un dibattito leale e serio sui temi e sugli interventi necessari per ripartire, avanzando proposte concrete e soluzioni di intervento, e chiedendo, però, un’interlocuzione altrettanto seria, costruttiva e realmente finalizzata all’esclusivo interesse dei cittadini.

800 Monastero
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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