Provincia, ecco la peggiore politica. Consiglio andato deserto
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Sembra di essere davanti a un film di quelli assurdi, fatto di piccoli giochini di palazzo e poco senso delle cose reali. La gente ha fame e la risposta sembra essere questa: "Se non hanno pane che mangino le brioches".

La politica continua a “ballare” su Palazzo Gentili. Così lo storico ente di via Saffi è destinato a finire in farsa, o farsetta, il resto dei suoi giorni. Il consiglio provinciale di questa mattina è saltato, causa assenza dei consiglieri. La maggioranza, di comune accordo, ha disertato l’incontro. Rimasto sospeso Tolmino Piazzai, che dopo le dimissioni di Bengasi Battisti è chiamato a sostituirlo tra i banchi dell’opposizione.

 

I consiglieri di maggioranza – divisi nei gruppi di Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia, Udc e il neo costituito di Forza Italia – continuano a cercare una quadra per rimettere in pista gli assessori politici, puntando di fatto a mandare a casa i tecnici nominati dal presidente Marcello Meroi.

 

L’ultima ricetta, su cui ancora non c’è intesa, sembrerebbe essere quella di una giunta a cinque: 2 assessori al Nuovo Centro Destra, uno a Forza Italia, uno a Fratelli d’Italia e il rimanente all’Udc. Roba noiosa, troppo noiosa. Che forse non varrebbe più neanche seguire. Il presidente Meroi rimane sospeso, in attesa che i suoi consiglieri decidano il da farsi. L’opposizione rimane ferma con una mozione di sfiducia a cui manca una firma per essere valida.

 

Se veramente Meroi volesse staccare con la politica, cosa che ha dichiarato ai giornali diverse volte, farebbe bene a farlo ora. Dover mandare a casa gli assessori tecnici, appena nominati, per riaprire a una giunta politica ora sarebbe davvero qualcosa di imbarazzante. Soprattutto perché il gioco è destinato a finire entro poco più di un anno. Sempre lo stesso Meroi ha più volte dichiarato di non capire e non amare più questa politica, le stacchi quindi la spina e trasformi in azione il suo nobile pensiero.

 

Citiamo Ezra Pound: “Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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