
VITERBO – Palazzo Gentili, le opposizioni scrivono una lettera dura al presidente Pietro Nocchi. Nel mirino i provvedimenti in materia di personale, posizioni organizzative e salario accessorio.
“Gli scriventi consiglieri Provinciali Alessandro Romoli, Gianluca Grancini, Carlo Pellegrini e Massimo Bambini componenti il gruppo consiliare “Centrodestra unito e Civici” mediante la presente, chiedono di soprassedere rispetto a ulteriori modifiche delle condizioni giuridico economiche del personale in forza alla Provincia di Viterbo – questp l’incipit della lettera -.
Già la sua attività amministrativa sin dall’insediamento si è distinta per continue e ripetute modifiche relative alle posizione dirigenziali, posizioni organizzative, salario accessorio, costituzione di un’ ufficio di staff, tanto da gettare ancora di più l’Ente in situazione di completa
disorganizzazione e inefficienza amministrativa.
Noi sottoscritti consiglieri dopo aver esaminato attentamente i continui, ripetuti e unilaterali provvedimenti amministrativi relativi al personale in forza alla provincia di Viterbo, sui quali mai siamo stati adeguatamente coinvolti, la invitiamo fermamente a desistere da voler assumere ulteriori atti amministrativi in questa materia al fine di ricondurre il tema di riorganizzazione del personale in forza all’amministrazione provinciale alla competente commissione consiliare (mai in due anni riunita) presso la quale abbiamo sempre dato ogni più ampia disponibilità nel voler fornire il nostro contributo.
La continua modifica delle posizioni organizzative, del salario accessorio, mortificano ulteriormente i dipendenti dell’Ente, la loro professionalità, le loro competenze e la dedizione con la quale da decenni e ancora oggi approcciano al lavoro.
Due anni sono passati dal suo insediamento; siamo in una fase di rinnovo del Consiglio Provinciale che vedrà certamente una netta prevalenza delle forze di centrodestra. Voler continuare ad assumere provvedimenti in solitaria, voler arroccarsi nel Palazzo, manifesta i tratti dell’ennesima prevaricazione e provocazione calpestando le prerogative del Consiglio Provinciale, della Commissione consiliare competente e determina ancor di più l’acuirsi di uno scontro politico.
Le chiediamo di evitare all’Ente l’ennesimo scempio e ci assumiamo sin d’ora l’impegno, a seguito del rinnovo del Consiglio Provinciale, nel caso in cui voglia procedere noncurante di questo appello, l’onere di stravolgere l’intera organizzazione guardando alla funzionalità degli uffici e alla valorizzazione delle risorse umane in essi impiegate”.


















