Provincia, 172 esuberi. Ecco il quadro tracciato dalla riforma Delrio
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La riforma delle Province firmata da Delrio impone una cura dimagrante al numero del personale in servizio all'interno dell'ente. Un dimezzamento di fatto. Ecco lo schema che si sta seguendo.

172 esuberi a Palazzo Gentili. La Provincia di Viterbo inizia le grandi manovre di snellimento del personale, deciso dalla riforma Delrio. Riforma che impone agli enti provinciali di tagliare della metà la spesa per i dipendenti e quindi dimezzare di fatto il loro numero.

Manovra delicata. Dalla fotografia scattata lo scorso 8 aprile sono risultati in forze all’ente 355 dipendenti. Il 27 febbraio è stata pubblicata la delibera che stabilisce il dimezzamento dei fondi per il personale. Si deve passare da 13 milioni e 745mila euro di spesa a 6 milioni e 862mila.

60 unità, dai conti fatti, possono godere del prepensionamento previsto. Risparmio netto di 2 milioni e 620mila euro. 13 persone sono già andate in pensione o passate ad altra sede lavorativa per un abbattimento dei costi pari a 600mila euro. C’è poi da giocare la carta del ricollocamento, previsto per i lavoratori appartenenti a quei settori per cui la Provincia perde le competenze. Si parla di 34 unità, che generano una riduzione dei costi pari a 1 milione e 300mila euro. C’è poi la situazione dei 38 lavoratori del centro impiego, che dovrebbero tutti entrare in forze a un nuovo organismo denominato Agenzia Nazionale per l’Impiego. Stessa sorte per i 26 della Polizia Provinciale, tutti da confluire nel Corpo Unico di Polizia. Un qualcosa che toglie dai conti 2 milioni di euro. Nel frattempo si è aperta anche la possibilità di trasferimento ad altri enti, accettata al momento da un solo dipendete che andrà in forza agli uffici giudiziari. Risparmio di 46mila euro.

Il quadro raggiunto parla di una nuova Provincia con 183 dipendenti, per un costo di 6 milioni e 676mila euro. In linea con quanto dettato dalla riforma Delrio. Ora entro il 31 marzo, ma è possibile una proroga al 30 giugno, la Provincia dovrà realizzare l’incasellamento del personale, con nomi e cognomi, dentro questo schema.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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