Prostituzione in appartamento, alla sbarra il presunto sfruttatore
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VITERBO – Una donna lo accusa ''Dovevamo dargli 350 euro a settimana''. Un ‘altra lo difende: ''Era solo una marionetta in mano ad una nostra connazionale di cui era innamorato''.

VITERBO – Costrette a prostituirsi in un appartamento al quartiere Pilastro e ogni settimana, per continuare la loro attività, avrebbero dovuto consegnare al presunto padrone di casa 350 euro. Ora quest’uomo è finito alla sbarra con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
”Eravamo in tre. Tutte sudamericane – ha spiegato una delle ex inquiline dell’appartamento – ognuna di noi versava circa 1400 euro al mese. Una cifra enorme. Ma non potevamo asciugarci i capelli per non sprecare energia elettrica e quando accendevamo il riscaldamento e la bolletta arrivava troppo salata dovevamo pagare parte della somma”.

Ma un’altra donna lo difende: “: ”Era solo una marionetta in mano ad una nostra connazionale di cui era innamorato. Era lei a tenersi tutti i soldi.”

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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