
Oltre 2 milioni di euro per completare il Teatro. Sul sito del comune di Viterbo è stato pubblicato il bando di gara per l’ultimo lotto dei lavori che chiuderanno la ristrutturazione dell’Unione dopo la chiusura del 2011. Il 30 giugno scadrà il termine per presentare le offerte e poi dal 5 luglio inizieranno le valutazioni della Commissione. I tempi stringono anche perché i tempi stabiliti dalla Regione inchioderebbero il Comune a concludere il restauro, pena la perdita del contributo, e a riaprire lo stabile entro i primi tre mesi del 2017.
Grazie alla deadline imposta dalla Regione si è accelerato e si è arrivato alla pubblicazione del bando che potrebbero portare a riaprire il teatro chiuso ormai da 6 anni. Nonostante ogni anni si sia sentita la voce del “entro il prossimo anno si apre”, questa dovrebbe essere la volta buona.
Salvo ricorsi di chi perderà la gara e salvo lungaggini i lavori porteranno a concludere il restauro sette\nove mesi a partire da oggi. L’Unione potrà così riaprire, ma per fare cosa ancora non è chiaro. C’è idea di quanto e come investire sul suo funzionamento? Chi farà il direttore artistico? Su quali risorse potrà contare? Domande che dovranno iniziare ad essere poste tenendo a mente che non si tratterà di fare un Festival o una rassegna, ma che il Teatro è un’opportunità 12 mesi l’anno. Non solo stagioni teatrali ospitate grazie ai buoni rapporti di chi sarà il direttore artistico. Non si tratterò di fare una Ferento invernale, ma di cercare di produrre qualcosa e di portare il Teatro ad un livello discreto. Per farlo bisogna iniziare a lavorarci da subito.
Anche le ex Terme Inps prima di chiudere per sempre furono oggetto di un cospicuo investimento per il loro rinnovo, ma poi a causa dell’impreparazione della politica locale e dell’incapacità di trovare un accordo con la Regione, tutto finì nel dimenticatoio. Per far sì che questi 2,3 milioni di euro non siano sprecati, è ora di iniziare a pensarci.


















