Project Tuscia - Viaggio nella necropoli di Norchia
Foto necropoli di Norchia
800 Monastero
In questa puntata di Project Tuscia vi portiamo alla scoperta della necropoli etrusca di Norchia.

PROJECT TUSCIA – Norchia è celebre per le sue grandi necropoli, tra le più grandiose e suggestive della Tuscia. L’area di Norchia è stata abitata fin dall’epoca del Bronzo Medio, come è dimostrato dalla presenza di sepolture a grotticella in località Piano del Casalone, ed è stato confermato dai ritrovamenti fatti durante gli scavi condotti negli anni ’70 del secolo scorso, che hanno riportato alla luce fondi di capanne lungo il lato orientale della collina, segno indelebile dell’esistenza di un antichissimo abitato tipico della civiltà appenninica.

Il nome Norchia è derivato dal nome etrusco Urla; l’insediamento etrusco, di cui si hanno pochissime notizie, sorgeva su uno sperone tufaceo delimitato a ovest dal torrente Biedano e ad est dal fosso Pile. 

A partire dal IV a.C., in coincidenza con la fase di maggiore floridezza dell’abitato etrusco, si ebbe la realizzazione delle più celebri e monumentali tombe della Necropoli di Norchia, a questa fase appartiene inoltre il maggior numero di testimonianze archeologiche, come i resti ceramici e le imponenti opere di ingegneria (il lungo fossato artificiale e la muraglia a grandi blocchi di tufo squadrati posti a protezione dell’insediamento).

Il periodo d’oro di Norchia durò fino al II a.C., successivamente il centro fu assegnato al municipio romano di Tarquinia, perdendo gradualmente di importanza. Nel periodo alto-medievale si ebbe un nuovo periodo di benessere, testimoniato da numerosi e notevoli edifici come il castello dei di Vico e le chiese di San Pietro e di San Giovanni.

 

 

800 Monastero
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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