Project Tuscia - L'incantevole Valle dei Calanchi
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In questa puntata di Project Tuscia vi portiamo alla scoperta della Valle dei Calanchi (Bagnoregio). 

PROJECT TUSCIA – In questa puntata di Project Tuscia vi portiamo alla scoperta della Valle dei Calanchi (Bagnoregio). 

Alle spalle del caratteristico borgo Civita di Bagnoregio, la Valle dei Calanchi offre uno spettacolo naturale unico e di grande suggestione. I calanchi sono il risultato di un fenomeno di erosione del terreno creato dal dilavamento dell’acque su rocce argillose, degradate e con scarsa vegetazione. Profondi e sottilissimi solchi, creste aguzze denominate anche “Lame di Coltello” (espressione degli stadi iniziali di erosione) ed altre più rotondeggianti definite “Dorsi di elefante” (risultato di stadi più maturi di erosione) definiscono uno scenario quasi surreale, del tutto fuori dal comune che potremmo dire quasi “extraterrestre”. I Calanchi, oltre che in Italia Centrale, sono presenti in diverse zone della penisola, come in Toscana, in Basilicata ed in Sicilia. Nel caso di Civita Bagnoregio, i calanchi sono uno dei principali aspetti della grande bellezza del piccolo borgo, ma allo stesso tempo anche il problema più grave che da sempre affligge il piccolo centro (basti pensare che opere di canalizzazione delle acque e di altro tipo per ridurre il più possibile le frane e la lenta erosione furono attuate fin dal tempo degli Etruschi). La condanna all’erosione dell’altura su cui poggia Civita ha portato negli ultimi tempi a far conoscere l’abitato anche come “Il paese che muore”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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