
IL CORNER DEL PROFESSORE – E… prima di santa Rosa? Aspettiamo sempre qualcosa: il prossimo evento, la prossima vacanza, il prossimo anno, la prossima elezione. Noi viterbesi addirittura aspettiamo il dopo Santa Rosa. Sembra che qualcosa debba succedere per mettere le cose al loro posto ma la vita continua inesorabile.
Sono assolutamente contrario a vivere in attesa o sperando in eventi esterni per migliorare la nostra situazione. Credo nell’uomo al centro dell’universo. Credo che il rinascimento, un gruppo di geni, abbia portato il bello nel mondo cambiando la storia e che oggi, più di sempre, dipenda solo da noi. Serve consapevolezza attiva e propositiva, non passività.
Se potessi costruirei la leva di Archimede per sollevare il mondo. Non riesco a restare alla finestra. Perché mai lasciare che le cose “ci succedano” anziché provare a sognare? I 60 cantieri dell’assessore Aronne stanno cambiando la Città, benissimo. Ma credo che serva anche altro.
Ricordo un ferragosto da ragazzo in cui mettemmo un tavolino a piazza Crispi per pranzare. Neanche una macchina. La prima persona passò verso le 15:00. Il mondo è cambiato. Il mese al mare è storia antica ed il sistema Viterbo ha bisogno di flussi costanti di turisti. A meno di grandi idee dobbiamo puntare sulle visite di esterni, giusto?
Noi, i viterbesi veraci, aspettiamo Santa Rosa. I turisti? Quelli che capiteranno sotto la macchina esposta a San Sisto resteranno sorpresi e forse consulteranno Google. Non basta, manca qualcosa! Cosa offriamo? Di sicuro la macchina esposta aiuta. Sono lontano e non vedo: ci sono video che spiegano? Ci sono volontari che offrono notizie e racconti? Almeno un punto di informazioni?
Mettetevi un attimo nei panni di un turista o di un residente della provincia. Perché venire a Viterbo prima delle 19:00 con caldo africano. Perché venire dopo le 19:00 senza un’offerta? Ne serve una omogenea: benissimo la passeggiata col caldo se arricchita da effetti “sorpresa”, ad esempio tre mini macchine una a San Faustino, una di fronte al teatro ed una a San Carluccio. Ancora di più, serve un’offerta identitaria che attiri tutte le estati grazie a echi costanti.
Sono di parte, adoro san Pellegrino e il centro medievale. Se dipendesse da me ci sarebbe un vero e proprio calendario estivo con eventi piccoli e postazioni fisse. Sia chiaro, va benissimo quello che esiste: Ombre, Tuscia film festival etc. Questi grandi eventi sono di successo ma non attirano residenti e turisti dalla provincia tutta l’estate. Tra turismo di ritorno, balneare e romani con la casa in provincia, nei mesi estivi raddoppiamo il numero di presenze in Tuscia. A Viterbo? Dovrebbe essere normale venirci e vedere cosa succeda.
Di sicuro lo vogliamo e ci farebbe piacere. Serve qualcosa di più piccolo ma costante che li faccia venire in centro senza preciso obiettivo: un palchetto per musica ed arte a San Carluccio? Un piccolo mercato sul ponte del duomo?
Bisogna pianificare un’offerta stabile. Nei prossimi mesi verranno in molti a piazza delle Erbe a vedere le nuove offerte targate Eleonora Bonucci ma, come per il prossimo supermercato, l’effetto si affievolirà col tempo. Dobbiamo offrire una sorpresa costante: cantanti, pittori, attori, pianisti? Ne abbiamo tanti, basta organizzarli. Sembra che ci siamo liberati finalmente del Gallinaro.
Dopo Santa Rosa succeda quel che deve. Prima? Fino al 16 agosto cosa offriamo? In questo caso credo sia giusto tirare le orecchie alla amministrazione Frontini e tutte quelle che la hanno preceduta: un bando per gli eventi estivi non è un programma o una offerta. È aspettare qualcosa.


















