Progetto Viterbo, i socialisti immaginano una Tuscia diversa
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Progetto Viterbo. Tutto nasce dalla mente di Sergio Insogna e qualche fidato amico dello stesso. Si tratta di un'associazione, concepita come un laboratorio e luogo di confronto da cui immaginare un lavoro da portare avanti sul territorio viterbese.

Progetto Viterbo. Tutto nasce dalla mente di Sergio Insogna e qualche fidato amico dello stesso. Si tratta di un’associazione, concepita come un laboratorio e luogo di confronto da cui immaginare un lavoro da portare avanti sul territorio viterbese.

La presentazione venerdì pomeriggio, in quel di Piazza dell’Unità d’Italia che ospita la sede provinciale dei socialisti. PSI che è il partito antico da cui proviene Insogna e che lo stesso è tornato ad abbracciare, portandolo in consiglio comunale dopo decenni di assenza.

Una cinquantina i primi iscritti, riuniti con l’obiettivo di intavolare un lavoro utile per il territorio e per far trovare a Viterbo la strada per essere davvero capoluogo della Tuscia. Il presidente dell’associazione è Mario Tofanicchio, Diego Lazzari il vicepresidente. Il segretario è stato individuato nel sempre attivo Raimondo Chiricozzi. Carlo Perugi sarà il tesoriere mentre Giulio Cignini, Vinicio Di Girolamo e Ugo Biribicchi membri del consiglio.

Chiara l’anima politica dell’associazione, che rappresenta sicuramente anche un segnale di ritrovata vivacità dei socialisti di Tuscia. Una vivacità che vorrà farsi sentire anche nel voto viterbese di maggio, operazione a cui Insogna sta lavorando con attenzione e dedizione.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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