Profumi di casa nostra- Viva Sant'Andrea e il cioccolato!
Pesci-4
800x120 (1)
Il 30 Novembre è la festa di Sant'Andrea, da una tradizione antichissima ancora oggi in ogni casa ci si scambia i pesci di cioccolata. Scopriamo insieme questa storia

Il profumo che vogliamo condividere con voi lettori oggi è quello del cioccolato. Il cioccolato della tradizione del Pesce di Sant’Andrea, umile pescatore della Galilea morto da martire nel 36 d.C.

La festa di Sant’Andrea affonda le sue origini nella notte dei tempi, tipo una storia da mille e una notte. La tradizione dello scambiarsi pesci di cioccolata dalle carte argentate colorate arriva direttamente dal miracolo di Sant’Andrea che, nel tentativo di sfamare tanti bambini poveri, moltiplicò per loro i pesci pescati. A Viterbo, si ricorda questo santo prima di tutti a Pianoscarano, nella bellissima chiesa sita nell’antico colle del  Pian degli Schirani: qui gli anziani ricordano che, il 30 Novembre, il parroco era solito regalare al vescovo un pesce di pastafrolla in dono. Proprio da quest’ultimo l’idea di regalare i pesce ai bambini del quartiere che accorrevano sempre numerosi alla funzione della domenica. I pesci venivano messi nella vasca dell’acqua santa e regalati a tutti i bambini.

La tradizione del pesce di cioccolata vive ancora oggi: la notte del 29 Novembre ogni bambino lascia sul davanzale di una finestra un piatto vuoto, con la speranza che Sant’Andrea passi di lì e lasci per lui un pesce di gustoso cioccolato.

Bianco, al latte, fondente, con le nocciole tanti sono i gusti e i profumi di questa bella tradizione. Semplici gli ingredienti e la preparazione, basta avere barrette di cioccolata del gusto che si preferisce, uno stampo a forma di pesce e una bella sorpresa da mettere all’interno. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, metterlo nello stampo e lasciare raffreddare in frigo per un bel po’. Ricordatevi la sorpresa e sarà tutto perfetto.

 

 

Masicar800x120-optimize
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
Onda
TdP_Inalazioni
POST FB 01
Masicar300x300-optimize
asvis 2
aiac_banner_01