Profumi di casa nostra- Una ventata d'estate con un piatto di lattarini fritti
LATTARINI
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Ricordandoci le belle sere d'estate, oggi prepariamo un piatto della tradizione: lattarini fritti

Gli Argentini,chiamati sono dei pesciolini grandi o per meglio dire piccoli come un mignolo e sono chiamati così per il loro colore argentato molto brillante. Il loro nome scientifico è Atherina Boyeri, altrimenti detti in altre zone del Mediterraneo Lattarini. E’ un pesce che rientra nella categoria del pesce azzurro che sappiamo è considerato un pesce povero, ma ricco di sostanze nutritive indispensabili per il nostro organismo come gli omega tre. Gli Argentini sono dei pesci molto saporiti ed hanno il vantaggio di poter essere mangiati tutti interi.

Cucinare il piatto che vi vogliamo proporre oggi è molto semplice, pochi ingredienti e la riuscita è assicurata. Ripensando allora alle sere d’estate, prepariamo un piatto di lattarini fritti. 

INGREDIENTI

  • 250 g di lattarini
  • Semola per impanatura q.b.
  •  Olio evo per friggere
  • Sale q.b.

PROCEDIMENTO

Sciacquare velocemente i lattarini in acqua corrente; asciugarli con un canovaccio. Scaldare nel frattempo l’olio in una padella; passarli nella semola e scrollarli con un colapasta per togliere la farina in eccesso. Friggerli in olio caldo rigirandoli una volta. Scolarli e metterli su carta paglia per far assorbire l’olio in eccesso. In ultimo salarli leggermente.

Buon appetito!

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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