Profumi di casa nostra- Un primo piatto da leccarsi i baffi
Pasta-fatta-in-casa-Tuscia
aiac_banner_02
Oggi prepariamo un primo piatto fatto rigorosamente con i prodotti delle nostre zone: pasta di Canepina, coniglio leprino viterbese e nocciole dei Monti Cimini

Questa settimana ci sporchiamo un po’ le mani e complichiamo un po’ le cose. Ma si sa che in cucina più si pasticcia meglio è. 

Abbiamo scelto un primo piatto pieno di tradizione i cui ingredienti vengono tutti e direttamente dalle nostre terre. Senza di loro, sarebbe tutta un’altra storia. Oggi prepariamo i maccheroni di Canepina alla canapa con ragù di coniglio verde leprino e nocciole dei Monti Cimini. Non vi spaventate, c’è da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI (dosi per 8 persone)

Per la pasta:
900 g di farina bianca
100 g di farina di canapa
10 uova
 Per il ragù:
(si può usare quello già pronto del Consorzio del Coniglio Leprino – 3 barattoli)
1 coniglio leporino
4 carote
1 cipolla
2 coste di sedano
1 spicchio di aglio intero
1 bicchiere di vino bianco
olio extravergine di oliva
sale e pepe
nocciole dei Monti Cimini tostate

PROCEDIMENTO

Fare l’impasto canonico, farlo riposare protetto da un panno per un paio di ore, quindi tirare la sfoglia e farla riposare e asciugare un pochino. Arrotolare la sfoglia e tagliare il fieno a punta di coltello. Allargare il fieno tagliato e farlo asciugare.
Fare il ragù: disossare il coniglio e tritarlo finemente in punta di coltello. Tritare le verdure e le erbe aromatiche e farle imbiondire in olio extravergine di oliva, aggiungere il coniglio, sfumare col vino e far cuocere aggiungendo se serve del brodo vegetale. Pestare grossolanamente le nocciole.
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare lasciando la pasta morbida, condire con il ragù di coniglio e guarnire con le nocciole tritate. A piacere, aggiungere una spolverata di pecorino grattugiato grossolanamente.

Buon appetito!

800x120 (1)
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
domenicale post
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
monastero interno
TdP_Inalazioni
POST FB 01
Onda
aiac_banner_01